Ieri notte ho appreso questa notizia mentre tenevo compagnia a Fabrizio che aspettava l’arrivo a Modena di suo cugino da Salerno (il suo treno ha avuto qualche piccolo problema). Ho provato in tutti i modi a convincermi che fosse una bufala, un qualche scherzo o una provocazione, poi però mi sono dovuto arrendere: è successo davvero, una donna ha abortito un feto durante il secondo trimestre di gravidanza a causa di una grave malformazione (la Sindrome di Klinefelter) e, venti minuti dopo, ha ricevuto la "visita" di sette (sette!) poliziotti allertati da una "chiamata anonima" sul fatto che era in corso un aborto illegale. La donna è stata interrogata dai militari quando era ancora sotto narcosi (e reduce dalla terribile rinuncia ad un figlio per motivi di salute), i quali hanno poi sequestrato il feto morto su disposizione del PM.
Direi che la misura sia colma: ordinare un blitz di sette uomini per un presunto (visto che era consentito dalla legge 194) aborto illegale segnalato tramite telefonata anonima (tra l’altro, stamattina un magistrato a RaiNews24 diceva che un PM non può ordinare un intervento simile causa "soffiata anonima)? Chiedere ad una donna distrutta fisicamente dall’intervento e mentalmente dalla rinuncia al figlio se ha corrotto il medico per farla abortire? È esagerato dire che sono i primi risultati della campagna politico-demagogica del Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), con la sua proposta di moratoria sull’aborto e la sua lista "pro-life" (che termine orrendo. E chi si oppone cos’è, "pro-death"?) appoggiata dall’immancabile Ruini? Direi che Livia Turco e l’Unione Donne Italiane abbiano ragione a parlare di "caccia alle streghe", si è creato un clima veramente osceno: un’ondata reazionaria di una veemenza mai vista prima, che occupa spazi enormi sui media e che lascia uno spiraglio microscopico a chi, invece, si oppone.
E proprio questa cosa credo meriti una riflessione: perchè vediamo sempre nei giornali e nelle tv a rappresentare il mondo cattolico estremisti bigotti come Ruini, Giovanardi, la Binetti o Ratzinger, che vorrebbero tornare al Medio Evo e trasformare l’Italia in un Iran cattolico? Perchè non vediamo più spesso nei TG o nei programmi di approfondimento quei cattolici praticanti che però rispettano la laicità dello stato e non pretendono di imporre a tutti i loro dogmi? Capita poi che anche loro vengano etichettati come "bigotti" o affini appena si scopre che sono di fede cattolica e credo che la cosa non gli vada a genio. Vi racconto cosa è capitato a me: circa un anno fa ho conosciuto una persona (Ale, il cui blog è in cima alla lista dei miei link – ma solo perchè è in ordine alfabetico, non montarti la testa!) con la quale è nata subito una bella amicizia: condividiamo le passioni per il football, il basket, la politica, il mondo a stelle e strisce, l’informatica e le belle donne (soprattutto le belle donne). Inoltre è una persona con la quale è veramente piacevole discutere, in certi argomenti la pensiamo in maniera differente ma dobbiamo ancora litigare una volta. Dal suo blog capisco che è una persona molto religiosa e temo che il mio anticlericalismo possa portarmi a confliggere con lui, finchè non arriva il 15 gennaio: il Papa decide di non andare all’Università La Sapienza e Ale mi chiede un commento. Era la prima volta che affrontavamo un tema legato all’incrocio tra politica e religione, decido però di esporgli il mio pensiero senza censure: gli dico che per me è scandaloso che tutti i TG abbiano parlato di "censura" quando ha deciso lui di non andare alla lectio magistralis, che per me ha voluto fare il paraculo e farsi l’immagine di "vittima", che concordo con la lettera dei professori che si opponevano alla sua visita, che nessuno ha voluto "evitare il confronto" perchè non ce ne sarebbe stato alcuno, che chi vorrebbe imporre i suoi dogmi agli altri è l’ultimo che deve parlare di "paura del confronto" e che non mi sembra che alla voce del Papa venga solitamente riservato poco spazio. Ale mi risponde di essere fondamentalmente d’accordo con me e ne approfitta per parlare del suo rapporto fede-politica: crede che le posizioni del Papa in materia di fede vadano accettate, ma che per il resto le sue siano "opinioni di una qualsiasi autorità religiosa", non concepisce la condanna del preservativo nè quella della fecondazione eterologa, sostenendo che se Dio "ci ha fornito di intelligenza tale da creare invenzioni che permettono a coppie di fare figli non vedo perchè non si debbano usare" e chiude dicendo "poi io mi regolo in base alla mia coscienza, al mio credo, decido o meno se abortire, decido o meno se usare la fecondazione eterologa, ma non è giusto che la mia religione decida anche per te che non credi. Non siamo in una teocrazia, anche se a volte lo credo". Ecco: io credo che tra i cattolici praticanti ci sia molta più gente simile ad Ale che alla Binetti/Giovanardi e mi piacerebbe che nei media venisse dato più spazio ai primi e meno ai secondi.
Infine, visto il titolo che ho dato a questo post, credo che la chiusura migliore sia questo video:
Direi che la misura sia colma: ordinare un blitz di sette uomini per un presunto (visto che era consentito dalla legge 194) aborto illegale segnalato tramite telefonata anonima (tra l’altro, stamattina un magistrato a RaiNews24 diceva che un PM non può ordinare un intervento simile causa "soffiata anonima)? Chiedere ad una donna distrutta fisicamente dall’intervento e mentalmente dalla rinuncia al figlio se ha corrotto il medico per farla abortire? È esagerato dire che sono i primi risultati della campagna politico-demagogica del Platinette barbuto (cit. Marco Travaglio), con la sua proposta di moratoria sull’aborto e la sua lista "pro-life" (che termine orrendo. E chi si oppone cos’è, "pro-death"?) appoggiata dall’immancabile Ruini? Direi che Livia Turco e l’Unione Donne Italiane abbiano ragione a parlare di "caccia alle streghe", si è creato un clima veramente osceno: un’ondata reazionaria di una veemenza mai vista prima, che occupa spazi enormi sui media e che lascia uno spiraglio microscopico a chi, invece, si oppone.
E proprio questa cosa credo meriti una riflessione: perchè vediamo sempre nei giornali e nelle tv a rappresentare il mondo cattolico estremisti bigotti come Ruini, Giovanardi, la Binetti o Ratzinger, che vorrebbero tornare al Medio Evo e trasformare l’Italia in un Iran cattolico? Perchè non vediamo più spesso nei TG o nei programmi di approfondimento quei cattolici praticanti che però rispettano la laicità dello stato e non pretendono di imporre a tutti i loro dogmi? Capita poi che anche loro vengano etichettati come "bigotti" o affini appena si scopre che sono di fede cattolica e credo che la cosa non gli vada a genio. Vi racconto cosa è capitato a me: circa un anno fa ho conosciuto una persona (Ale, il cui blog è in cima alla lista dei miei link – ma solo perchè è in ordine alfabetico, non montarti la testa!) con la quale è nata subito una bella amicizia: condividiamo le passioni per il football, il basket, la politica, il mondo a stelle e strisce, l’informatica e le belle donne (soprattutto le belle donne). Inoltre è una persona con la quale è veramente piacevole discutere, in certi argomenti la pensiamo in maniera differente ma dobbiamo ancora litigare una volta. Dal suo blog capisco che è una persona molto religiosa e temo che il mio anticlericalismo possa portarmi a confliggere con lui, finchè non arriva il 15 gennaio: il Papa decide di non andare all’Università La Sapienza e Ale mi chiede un commento. Era la prima volta che affrontavamo un tema legato all’incrocio tra politica e religione, decido però di esporgli il mio pensiero senza censure: gli dico che per me è scandaloso che tutti i TG abbiano parlato di "censura" quando ha deciso lui di non andare alla lectio magistralis, che per me ha voluto fare il paraculo e farsi l’immagine di "vittima", che concordo con la lettera dei professori che si opponevano alla sua visita, che nessuno ha voluto "evitare il confronto" perchè non ce ne sarebbe stato alcuno, che chi vorrebbe imporre i suoi dogmi agli altri è l’ultimo che deve parlare di "paura del confronto" e che non mi sembra che alla voce del Papa venga solitamente riservato poco spazio. Ale mi risponde di essere fondamentalmente d’accordo con me e ne approfitta per parlare del suo rapporto fede-politica: crede che le posizioni del Papa in materia di fede vadano accettate, ma che per il resto le sue siano "opinioni di una qualsiasi autorità religiosa", non concepisce la condanna del preservativo nè quella della fecondazione eterologa, sostenendo che se Dio "ci ha fornito di intelligenza tale da creare invenzioni che permettono a coppie di fare figli non vedo perchè non si debbano usare" e chiude dicendo "poi io mi regolo in base alla mia coscienza, al mio credo, decido o meno se abortire, decido o meno se usare la fecondazione eterologa, ma non è giusto che la mia religione decida anche per te che non credi. Non siamo in una teocrazia, anche se a volte lo credo". Ecco: io credo che tra i cattolici praticanti ci sia molta più gente simile ad Ale che alla Binetti/Giovanardi e mi piacerebbe che nei media venisse dato più spazio ai primi e meno ai secondi.
Infine, visto il titolo che ho dato a questo post, credo che la chiusura migliore sia questo video: