<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Plato&#039;s Cave</title>
	<atom:link href="http://entrepans.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://entrepans.wordpress.com</link>
	<description>Beneath this mask, Mr. Creedy, there&#039;s more than flesh. Beneath this mask there&#039;s an idea, and ideas are bulletproof</description>
	<lastBuildDate>Fri, 02 Dec 2011 18:31:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='entrepans.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Plato&#039;s Cave</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://entrepans.wordpress.com/osd.xml" title="Plato&#039;s Cave" />
	<atom:link rel='hub' href='http://entrepans.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>ASC</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/11/28/asc/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/11/28/asc/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 21:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[poltica]]></category>
		<category><![CDATA[streams of consciousness]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=58</guid>
		<description><![CDATA[In fondo, non sono un fenomeno nuovo: sono vecchi almeno quanto i primi mass-media e sono cresciuti di pari passo con la standardizzazione di costumi e pensieri. Al giorno d&#8217;oggi, però, sembra di assistere ad un notevole aumento di coloro che rientrano in questa categoria: forse perché tramite i social network si ha una maggiore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=58&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In fondo, non sono un fenomeno nuovo: sono vecchi almeno quanto i primi mass-media e sono cresciuti di pari passo con la standardizzazione di costumi e pensieri. Al giorno d&#8217;oggi, però, sembra di assistere ad un notevole aumento di coloro che rientrano in questa categoria: forse perché tramite i social network si ha una maggiore consapevolezza di ciò che fanno persone che vedi raramente, forse perché la loro stessa natura (in particolare quella di Facebook) ha portato all&#8217;esasperazione del fenomeno o forse perché sono io che ci faccio più caso. Sto parlando di quella figura antropologica che possiamo etichettare con la dicitura &#8220;alternativo&#8221; o, per gli anglofili, &#8220;<em>hipster</em>&#8220;. In particolare, esiste una sua forma degenerata che, ai miei occhi, è particolarmente irritante: d&#8217;ora in poi la chiamerò, per semplicità, ASC, acronimo di &#8220;alternativo senza contenuti&#8221;. Breve excursus etimologico: la definizione nasce nel maggio del 2006 su quello che, all&#8217;epoca, era il forum del glorioso <a href="http://freeforumzone.leonardo.it/forum.aspx?c=93657&amp;f=93657">Torneo MEF</a>. Zeman, membro storico del medesimo, lanciò un thread piuttosto polemico sul significato del 25 aprile: su di esso intervennero, oltre all&#8217;autore, due suoi ex-compagni di classe ai tempi del liceo, Salt e Chicco. Quest&#8217;ultimo chiosò il suo intervento con la seguente frase: <em>&#8220;Leggi la cosa in modo più critico e super-partes, vuoi fare l&#8217;<strong>alternativo senza contenuti</strong>, che suona ancora più banale di chi canta Bella Ciao</em>&#8220;. In un mondo come quello del MEF, dove ogni epiteto è tollerato indipendentemente dalla portata offensiva purché creativo, una simile definizione non poteva passare inosservata ed infatti entrò di diritto nel suo <a href="http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=7150133">dizionario</a>. Insomma, ci ho girato tanto intorno ma non ho ancora spiegato bene cosa si intende per ASC: è colui che prende il concetto di &#8220;bastian contrario&#8221; e lo condisce con un <em>dressing</em> di arroganza, astio e superbia. Non solo deve sempre e comunque andare nella direzione diametralmente opposta a ciò che è considerato <em>mainstream</em> nel suo microcosmo (l&#8217;ASC tende ad avere una visione piuttosto ristretta del mondo), ma deve sempre scegliere un obiettivo tra i più popolari, dissacrandolo nella maniera più politicamente scorretta possibile, ingiuriando chiunque nutra un barlume di simpatia nei confronti del malcapitato e chiosando con una frase ad effetto che, ovviamente, sottolinea il suo essere estraneo (e superiore, <em>ça va sans dire</em>) a tutto ciò. Se questo comportamento derivasse da una base di onestà intellettuale, mi starebbe anche bene: il problema è che l&#8217;ASC è un personaggio, una maschera. Le sue polemiche non sono frutto di un&#8217;autonomia di pensiero, ma della volontà di distinguersi a tutti i costi dalla tanto vituperata &#8220;massa&#8221;, di mostrare al mondo intero che lui è un pensatore libero e non si fa certo influenzare dalla cultura <em>mainstream</em>. Tempo fa, chi seguiva le mode del momento per poi fare l&#8217;esatto contrario e vantarsi della propria indipendenza veniva chiamato &#8220;ipocrita&#8221; e, come spesso dico, nell&#8217;era delle &#8220;escort&#8221; sarebbe il caso di tornare a chiamare le cose con il loro nome. Si può dire che l&#8217;ASC cerchi popolarità attraverso l&#8217;impopolarità (non a caso, uno dei suoi idoli è spesso Josè Mourinho): prende di mira bersagli dal grande seguito ma, secondo i suoi calcoli, i consensi che così facendo si aliena li guadagna presso coloro che dovrebbero (e sottolineo &#8220;dovrebbero&#8221;) guardare con ammirazione al suo essere alternativo. Già, perché l&#8217;ASC riesce effettivamente a racimolare qualche seguace: peccato che, a parte rare eccezioni, siano altri ASC o persone che qualcuno definirebbe &#8220;non esattamente fulmini di guerra&#8221;. Un&#8217;altra cosa che mi fa innervosire dell&#8217;ASC è che, spesso, ha un livello culturale ed un quoziente intellettivo magari non eccelsi ma sicuramente superiori alla media: avrebbe quindi tutte le carte in regola per avere un pensiero realmente indipendente, ma, come abbiamo visto, a lui/lei piace apparire e le sue facoltà intellettuali vengono utilizzate per cercare la maniera più provocatoria di mettere giù un concetto e non per elaborare il medesimo. Un fenomeno piuttosto interessante si verifica quando su Facebook (l&#8217;ASC ufficialmente ripugna lui e gli altri social network, in realtà ne fa un uso smodato) qualcuno critica il suo pensiero &#8220;adducendo motivazioni plausibili&#8221; (cit.). Quando ciò avviene, possono accadere tre cose:</p>
<ol>
<li>l&#8217;ASC non risponde e lascia cadere il post nel dimenticatoio.</li>
<li>l&#8217;ASC ritratta almeno parzialmente la sua tesi, magari dicendo di essere stato frainteso.</li>
<li>l&#8217;ASC attacca la posizione altrui seguendo un metodo imparato da Niccolò Ghedini, Giuliano Ferrara o dai troll di internet (quelli maligni, non quelli che si dilettano con magneti, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XZ5TajZYW6Y">Rick Astley</a> e Yahoo Answers), ovvero con una serie di micro-obiezioni che non intaccano il succo del discorso ma spostano l&#8217;attenzione altrove e mettono in difficoltà la controparte. Il rischio di cadere nella trappola e perdere di vista la <em>big picture</em> è molto elevato ed infatti l&#8217;ASC spesso vince per sfinimento altrui.</li>
</ol>
<p align="justify">Inoltre, l&#8217;ASC ha troppa paura che, talvolta, il suo pensiero non si discosti troppo da quello della tanto ripugnata &#8220;massa&#8221; e che qualcuno possa considerarlo un membro di essa: non sia mai! Sembra che, a questo mondo, non ci sia più spazio per le tonalità di grigio: tutto è o &#8220;bianco che più bianco non si può&#8221; (cit.) o nero come il reddito di un dentista. O sei con la &#8220;massa&#8221; o sei contro di essa: <em>overlap</em> anche solo parziali non sono contemplati. Mi ricordo sempre una discussione avuta con uno di questi ASC riguardanti la pena di morte per i pedofili: lui era ampiamente favorevole, mentre io mi sono sempre opposto ad essa anche per i crimini più <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KFmmYWsi2Wo">schifosi</a> come, appunto, questo. All&#8217;apprendere della mia contrarietà, egli rispose &#8220;ah, diamogli un premio, allora!&#8221;, come se l&#8217;ergastolo o altre misure non esistessero neanche: o bianco o nero. Altro esempio: una persona (non ricordo chi) un giorno mi chiese quale fosse il mio orientamento politico. Io risposi che mi consideravo un pensatore libero, al che essa sentenziò: &#8220;insomma, ti tieni lontano dalla massa&#8221;. No, cazzo! Vuol dire semplicemente che la direzione della &#8220;massa&#8221; non influenza il mio pensiero, né in positivo né in negativo! Questo non significa che di essa non mi importi nulla: credo, anzi, che sia importante essere un minimo aggiornati sulle sue tendenze attuali, in modo da poter valutare forza e direzione dei vettori attualmente presenti in essa e farsi un&#8217;idea di quello che ci si può legittimamente aspettare.  Chi mi conosce sa che uno dei miei film preferiti è &#8220;L&#8217;attimo fuggente&#8221;: in quel film, il prof. John Keating (Robin Williams) cerca di insegnare ai suoi alunni, tra le altre cose, a pensare con la loro testa. &#8220;<em>Boys, you must strive to find your own voice. Because the longer you wait to begin, the less likely you are to find it at all. Thoreau said, &#8216;Most men lead lives of quiet desperation.&#8217; Don&#8217;t be resigned to that. Break out!</em>&#8221; erano le sue sacrosante parole. Per cui, caro ASC che mi stai leggendo, fatti un sacrosanto favore: smetti di fare l&#8217;alternativo a tutti i costi. Abbi il coraggio di essere intellettualmente onesto e sii critico (nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_critico">vero senso della parola</a>) con tutto e con tutti. Anche perché, a ben vedere, ormai fare gli alternativi è troppo <em>mainstream</em>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/58/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/58/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=58&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/11/28/asc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>The Moon, the Wolverine, the Trickster and the fool who got played</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/06/08/the-moon-the-wolverine-the-trickster-and-the-fool-who-got-played/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/06/08/the-moon-the-wolverine-the-trickster-and-the-fool-who-got-played/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 01:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[streams of consciousness]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=48</guid>
		<description><![CDATA[Il mese di maggio è stato molto duro per me. Non è la prima volta che affronto un momento difficile, ma prima d&#8217;ora non mi ero mai sentito in questo stato d&#8217;animo. Non è una di quelle crisi in cui senti veramente dolore, in cui fai fatica a mangiare e in cui se non trovi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=50&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il mese di maggio è stato molto duro per me. Non è la prima volta che affronto un momento difficile, ma prima d&#8217;ora non mi ero mai sentito in questo stato d&#8217;animo. Non è una di quelle crisi in cui senti veramente dolore, in cui fai fatica a mangiare e in cui se non trovi una valvola di sfogo immediata rischi di impazzire, anzi: la sofferenza la provi &#8220;solo&#8221; quando ti capita di vedere, udire o pensare qualcosa che colleghi, più o meno direttamente, alla causa del tuo mal. Nel resto del tempo, però, è come se ti sentissi vuoto, come se ti avessero prosciugato le energie fisiche, cerebrali ed emotive: ogni cosa ti costa una fatica immane, dalle cose magari meno piacevoli come lo studio a quelle che più ti stanno a cuore come la chitarra. La prima crisi può essere paragonata ad una ferita: l&#8217;episodio traumatico avviene in maniera molto rapida, tutto il dolore ha origine nel punto danneggiato e, sebbene abbia ripercussioni anche altrove, sai che curando l&#8217;infortunio potrai tornare alla normalità. Questa, invece, è più come un&#8217;infezione virale che si propaga in tutto il tuo corpo, non ti dà un punto di riferimento specifico e, piano piano, punta a conquistare la totalità del tuo essere ed un altro continente a sua scelta. Inoltre, curare un organismo affetto da virus è molto più complicato rispetto ad un trauma ben localizzato e, se non si agisce con la dovuta celertà, si possono correre gravi rischi per la propria salute. Piano piano, lento ma costante, ne sto uscendo. Come ho scritto nel mio <a href="http://bigblind.splinder.com/post/24632231/superbowl-xlv">post</a> sul Superbowl, sono questi i momenti in cui si imparano le lezioni: approfitto dunque del miglioramento della situazione per condividere con voi quello che ho imparato durante questo periodo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho imparato che &#8220;gli amici si vedono nel momento del bisogno&#8221;: sarà anche una banalità, ma è una sacrosanta verità. C&#8217;è stato chi, pur essendo benissimo a conoscenza della mia situazione, non si è mai fatto vivo. Chi passava tranquillamente sopra ad ogni accenno alla mia non rosea situazione. Chi, i peggiori in assoluto, ti &#8220;ascoltavano&#8221; poi ti liquidavano con i soliti 2-3 consigli del cazzo. Ma c&#8217;è stato anche chi si è preso la briga di chiedermi &#8220;ti va di parlarne?&#8221;, mi ha ascoltato (stavolta senza virgolette) e ha fatto un sincero sforzo per capirmi: magari alla fine si è limitato a dire &#8220;Tommy, mi dispiace tanto&#8221;, ma è stato più che sufficiente. Io, per natura, non serbo rancore e non inizierò certo adesso, ma è stato un buon test per capire meglio a chi frega qualcosa di me.</p>
<p>Ho imparato la lezione speculare di quella precedente, ovvero come capire a chi vuoi veramente bene. Anche nei momenti più bui, leggere di un amico la cui vita sta finalmente iniziando a tornare sui binari giusti e che ora può dire &#8220;le cose importanti sono ok&#8221; mi ha reso felice. Idem il sapere che lo stage all&#8217;estero di un altro ragazzo, dopo un inizio non facile, si sta rivelando un&#8217;esperienza indimenticabile. <em>Lo mismo</em> per la mia migliore amica ed il suo MAE che, se non altro, le sta dando la tanto sospirata occasione di vivere da sola per un certo periodo di tempo. Invece, leggere le varie personalità bipolari tra i miei contatti di Facebook (tra cui regnano incontrastati quelli che un tempo erano sedicenti &#8220;single e felici&#8221; ed ora sono tutti pucci pucci: occhio che vi viene il diabete!) e resistere alla tentazione di lasciare commenti sarcastici al limone sulle loro bacheche mi ha fatto capire chi, al momento, è un mio &#8220;amico&#8221; solo sul social network di Zuckerberg.<em> </em></p>
<p>Ho imparato che il celebre mito della mela tratto dal Simposio di Platone è da considerarsi alla stregua dell&#8217;altrettanto famosa <a href="http://youtu.be/GZIAs5NWzFk">corazzata Kotiomkin</a> di fantozziana memoria. Un po&#8217; mi duole dissacrare colui che dà il nome a questo blog, però leggere che l&#8217;essere umano non sarebbe altro che la metà imperfetta di un intero perfetto da realizzarsi tramite l&#8217;unione con un altra persona mi fa scuotere la testa. Ma stiamo scherzando? Sono solo i deboli quelli che cercano la felicità in altre persone. Con questo non voglio dire che sia auspicabile una vita da eremita o da <a href="http://knowyourmeme.com/memes/forever-alone">Forever Alone</a>, ma che bisogna trovare in noi stessi ciò di cui abbiamo bisogno. Che felicità possiamo dare ad un&#8217;altra persona, se non siamo capaci di stare bene da soli? Noi non siamo una cazzo di mela a metà, noi siamo (o dobbiamo imparare ad essere) uno splendido paesaggio, un po&#8217; come quello che vedete nello <em>header</em> del blog: se c&#8217;è anche l&#8217;arcobaleno tanto meglio, ma sarebbe magnifico anche senza.</p>
<p>Ho imparato che bisogna evitare di remare controcorrente se non è strettamente necessario. Nei momenti di tristezza c&#8217;è chi consiglia di uscire fuori e svagarsi, di non pensare a ciò che ci affligge, di provare a divertirsi. Eppure, i centri emozionali del nostro cervello, durante questa fase, sono programmati per rilasciare ormoni che riducono la nostra energia e la nostra predisposizione verso il mondo esterno: il nostro corpo ci invita ad elaborare il dolore, fisico e/o morale, a comprendere il nuovo scenario creatosi e a ripartire solo dopo. Forzare le tappe è solo controproducente, ma ciò non significa che non si debba lavorare alacremente per rendere questa sosta ai box il più breve possibile. È anche per questo che è così importante avere qualche passione individuale, qualcosa che si possa fare da soli e per sè stessi, che ci permetta di isolarci momentaneamente dal mondo esterno e che ci dia quantomeno sollievo.</p>
<p>Ho imparato che nella vita serve coraggio. &#8220;Uno non se lo può dare&#8221; diceva Don Abbondio ne I promessi sposi, eppure bisogna proprio imparare a darselo: ogni cambiamento, sia profondo che di atteggiamento, richiede delle scelte importanti che necessitano coraggio. Anche una cosa che dovrebbe essere perfettamente logica e lineare come eliminare le cause della nostra sofferenza ed impegnarci in attività potenzialmente gratificanti dal punto di vista umorale richiede coraggio. Purtroppo il nostro cervello è molto abitudinario e non reagisce benissimo alle prospettive di cambiamento, instillandoci paura: bisogna essere più forti e prendere delle decisioni, anche drastiche, che magari sul momento ci faranno soffrire ancora di più, ma che ci permetteranno di tornare felici nel medio periodo. Fare leva su questo concetto aiuta molto: provate ad immaginare il dolore che proverete se rimarrete nello status quo e, dopo, il piacere che sentirete una volta terminata la fase di transizione. Concentratevi abbastanza da arrivare a sentirlo: con me ha funzionato alla grandissima.</p>
<p>Ho imparato a meditare in maniera diversa: se prima cercavo di raggiungere uno stato di totale quiete ed assenza di pensieri, ora cerco la piena consapevolezza, almeno di me stesso. È così che ho capito che prima di tornare ad espandere il tuo <em>ki</em> devi prima depurarlo di tutte le scorie che ha accumulato ed è così che ho scoperto il Muay Thai, eccellente mezzo per espellerle. Un po&#8217; come quando si viene morsi da una vipera e si è privi del siero: si cerca di succhiare il sangue avvelenato per poi sputarlo e ripartire senza tossine in corpo.</p>
<p>Ho imparato che &#8220;ciò che non uccide rende più forti&#8221; è un&#8217;altra sacrosanta verità. Forse parlo troppo presto, forse dovrei aspettare che questo momento arrivi ad una conclusione definitiva e di trovarmi di nuovo in una situazione come quella che ha generato questa crisi, ma in questo istante mi sento decisamente più forte. È come se mi avessero impiantanto uno scheletro in adamantio o come se potessi contare su un&#8217;armatura Mark VI: non solo penso di aver imparato dai miei errori e sono fermamente determinato a non commetterne più di analoghi, ma anche per le altre persone sarà molto più difficile ferirmi. All&#8217;inizio del post paragonavo la mia situazione ad un virus: una volta guariti da un&#8217;infezione virale, vengono prodotti anticorpi specifici che impediscono di contrarre quella malattia una seconda volta. Rimane solo da terminare la guarigione.</p>
<p>Chiudo il post con questa canzone. Tempo fa non riuscivo neanche ad ascoltarla per via di due bruttissimi ricordi ad essa legati, invece ora riesco ad assaporarne il testo e mi permette di guardare al domani con più serenità. Anche questo è un bel segnale di cambiamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/6QyVil0dwhk?version=3&amp;rel=1&amp;fs=1&amp;showsearch=0&amp;showinfo=1&amp;iv_load_policy=1&amp;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=50&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/06/08/the-moon-the-wolverine-the-trickster-and-the-fool-who-got-played/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>NBA finals 2011</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/30/nba-finals-2011/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/30/nba-finals-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 19:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=47</guid>
		<description><![CDATA[La finale pi&#249; impronosticabile di sempre? Pu&#242; benissimo darsi. Dopo l&#039;attesissima estate 2010 che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo della NBA con i tanti contratti di superstar in scadenza, la portata del cambiamento fu tutto sommato limitata: la decisione pi&#249; attesa, quella di Lebron James, fu di accettare l&#039;offerta dei Miami Heat, che nel frattempo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=49&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	La finale pi&ugrave; impronosticabile di sempre? Pu&ograve; benissimo darsi. Dopo l&#039;attesissima estate 2010 che avrebbe dovuto rivoluzionare il mondo della NBA con i tanti contratti di superstar in scadenza, la portata del cambiamento fu tutto sommato limitata: la decisione pi&ugrave; attesa, quella di Lebron James, fu di accettare l&#039;offerta dei Miami Heat, che nel frattempo avevano rinnovato il contratto a Dwyane Wade ed ingaggiato Chris Bosh. Eppure, nonostante la presenza di 2 dei 5 (se non 3) migliori giocatori della NBA, in pochi pensavano che la franchigia del Sunshine State potesse essere subito competitiva per il titolo. I problemi, effettivamente, non parevano pochi: il possibile dualismo tra James e Wade su chi dovesse tirare nei <em>clutch moments</em>, l&#039;inesperienza dell&#039;allenatore Spoelstra (gi&agrave; ad inizio stagione si vociferava su di un&#039;altra <em>descentio ad panchinam</em> di Pat Riley in corso d&#039;opera), la poca abnegazione difensiva (soprattutto sotto canestro), la panchina corta e l&#039;amalgama di una squadra che aveva salvato solo 4 giocatori dall&#039;anno precedente. Il primo &egrave; stato facilmente dissipato: quando hai due fenomeni del genere, chiunque decida di prendersi il tiro decisivo &egrave; difficile che ti vada male. La panchina &egrave; stata sistemata in corso d&#039;opera con l&#039;arrivo sia di giocatori di esperienza che di specialisti e dall&#039;inizio dei playoffs si vedono una buona chimica e, soprattutto, una pi&ugrave; che buona difesa: l&#039;impegno dei <em>three amigos</em> in tal senso ha fatto s&igrave; che anche dei telepass come Mike Bibby siano ora in grado di creare grattacapi ai diretti avversari ed ora la retroguardia degli Heat &egrave; una delle pi&ugrave; temibili della NBA. A coach Spoelstra, infine, va riconosciuto il merito di aver dotato Miami di schemi d&#039;attacco basilari ma lineari ed efficaci, evitando di basarsi soltanto sull&#039;isolamento. In questo modo, gli Heat si sono sbarazzati in sole 5 gare dei Philadelphia 76ers, degli esperti e sempre temibili Boston Celtics e dei Chicago Bulls dotati di miglior record in regular season (62-20) e di Derrick Rose, MVP del campionato.<br />
	Ad Ovest, invece, i grandi favoriti erano i Los Angeles Lakers: vincitori degli ultimi due titoli, ansiosi di vincere quello numero 17 che avrebbe significato l&#039;aggancio in vetta a Boston (senza contare che per Kobe Bryant sarebbe stato il sesto ed avrebbe pareggiato quelli di Michael Jordan, dando nuovo fiato alle trombe dei sacrileghi che osano metterli sullo stesso piano), roster confermato quasi in blocco ed aggiunta di due panchinari di lusso come Matt Barnes e Steve Blake. In corso d&#039;opera, si afferm&ograve; anche la candidatura dei San Antonio Spurs, che con i suoi <em>big three</em> in forma smagliante (soprattutto Manu Ginobili, autore di una regular season devastante) e con piacevoli sorprese come Gary Neal, ex capocannoniere del campionato italiano a Treviso, avevano chiuso con il primo seed nella Western, ad una sola vittoria dai Bulls. Anche per questo, la loro clamorosa eliminazione al primo turno contro i giovani e pimpanti Memphis Grizzlies, qualificati per il rotto della cuffia, ha lasciato tutti di stucco. I Lakers, invece, dopo aver eliminato pi&ugrave; duramente del previsto i New Orleans Hornets, si sono presi un clamoroso <em>sweep</em> dai Dallas Mavericks, come ben sa chi ha letto il mio post <a href="http://bigblind.splinder.com/post/24540457/un-altro-weekend-disneyano">&quot;Un altro weekend disneyano&quot;</a>. Proprio i texani sono riusciti a battere in finale di Conference gli Oklahoma City Thunder (davanti a cui si prospetta comunque un futuro radioso, visti il talento e l&#039;et&agrave;) e ad approdare al <em>main event</em> della NBA. Le chiavi di questo exploit? La resurrezione del 38enne Jason Kidd e dei &quot;finiti&quot; Shawn Marion e Peja Stojakovic, la definitiva esplosione di Tyson Chandler, il grande contributo dalla panchina sia dei vecchi (Jason Terry) che dei nuovi (J.J. Barea). E, naturalmente, la superstar che ha deciso di rimanere a Dallas nonostante fosse uno di quelli in scadenza l&#039;estate scorsa: Dirk Nowitzki. Il ragazzone di Wurzburg sta disputando la sua miglior stagione da quando, nel 2007, divent&ograve; il primo europeo ad essere eletto MVP (anche) per aver portato la sua squadra ad avere il miglior record stagionale: purtroppo, come per gli Spurs di quest&#039;anno, all&#039;epoca i Mavs vennero clamorosamente eliminati al primo turno dai Golden State Warriors dell&#039;ex-allenatore Don Nelson, il cui <em>run &amp; gun</em> colse di sorpresa la difesa texana e tutto il mondo del basket. Quell&#039;episodio ha contribuito a trasformare Wunder Dirk in un moderno Atlante, la cui Terra &egrave; la fama di &quot;perdente di successo&quot;, la stessa che grava su Kidd e che ha perseguitato Stojakovic a Sacramento. La voglia di riscatto, sommata ad un&#039;et&agrave; ormai importante (105 anni in 3), ha fatto s&igrave; che questi giocatori abbiano potuto attingere ad un serbatoio nascosto di forze e raggiungere le finali, fermamente intenzionati a riscattarsi dal 2006.<br />
	Gi&agrave;, perch&egrave; per entrambe le squadre si tratta della seconda finale della loro storia ed il precedente &egrave; lo stesso per entrambe: cinque anni fa Miami batt&egrave; Dallas 4-2 in una serie entusiasmante, vincendo il suo primo e (finora) unico titolo. I Mavs vinsero abbastanza agilmente le prime due partite in casa e sembravano avere in pugno anche gara-3, ma una dimostrazione di forza agghiacciante da parte di Wade fece recuperare gli Heat dal -13 a 6&#039; dalla sirena al +2 finale. Miami pareggi&ograve; la serie nella partita successiva, vinse l&#039;ultima gara casalinga al supplementare (grazie anche ad un arbitraggio che fece imbestialire gli avversari: il solo Wade tir&ograve; pi&ugrave; tiri liberi di tutti i Mavs) ed infine espugn&ograve; Dallas diventando la terza squadra capace di aggiudicarsi il titolo dopo essere andata sotto 0-2. Da allora, nei roster di entrambe le squadre sono &quot;sopravvissuti&quot; solo 4 giocatori (Wade e Haslem da una parte, Nowitzki e Terry dall&#039;altra). Chi vincer&agrave;? Difficile fare un pronostico, soprattutto per me che ne ho sbagliati a iosa in questi playoffs! I punti di forza di entrambe le squadre coincidono con le principali vulnerabilit&agrave; avversarie, quindi probabilmente vincer&agrave; chi delle due riuscir&agrave; ad imporre il proprio gioco: l&#039;abbondante talento e l&#039;atletismo degli Heat o l&#039;esperienza e la voglia di riscatto dei Mavericks? Credo che la bilancia penda leggermente verso la Florida e che difficilmente la serie si chiuder&agrave; in meno di 6 partite. Per chi tifer&ograve;? Altra domanda difficilissima. Sia le squadre che i giocatori si dividono in maniera abbastanza equa le mie simpatie, tant&#039;&egrave; che nel mio armadio potete trovare sia la canotta di Wade che quella di Nowitzki. Se vincesse Miami, svegliarsi la mattina, aprire la finestra ed udire l&#039;incessante rumore dei detrattori di James che rosicano a mille sarebbe un ottimo buongiorno; d&#039;altro canto, se c&#039;&egrave; un giocatore che merita di conquistare l&#039;anello per la prima volta, quello gioca a Dallas con il numero 41. Vista la differenza d&#039;et&agrave;, forse sarebbe pi&ugrave; giusto che il titolo andasse ai Mavs: Lebron avr&agrave; sicuramente modo di rifarsi. In ogni caso sar&ograve; felice, anche perch&egrave; uno tra Bibby e Stojakovic, finalmente, vincer&agrave; il titolo. Lo spettacolo sportivo pi&ugrave; bello del mondo inizia mercoled&igrave; alle 3 di mattina: puntate le sveglie o programmate i MySky (evitando gli spoileratori), <em>it&#039;s game time!</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/49/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/49/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=49&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/30/nba-finals-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Superbowl XLV</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/27/superbowl-xlv/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/27/superbowl-xlv/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 00:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[football]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=46</guid>
		<description><![CDATA[La sveglia suon&#242; puntualissima alle 11. Ad alcuni questo concetto potr&#224; sembrare astruso, ma vi assicuro che, in Erasmus a Barcelona, alzarsi dal letto a quell&#039;ora della domenica mattina &#232; spesso una vera e propria madrugada. Durante le formalit&#224; mattutine, guardai fuori dalla finestra: una bellissima giornata accompagnava il leggero traffico domenicale di Carrer dels [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=48&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	La sveglia suon&ograve; puntualissima alle 11. Ad alcuni questo concetto potr&agrave; sembrare astruso, ma vi assicuro che, in Erasmus a Barcelona, alzarsi dal letto a quell&#039;ora della domenica mattina &egrave; spesso una vera e propria <em>madrugada</em>. Durante le formalit&agrave; mattutine, guardai fuori dalla finestra: una bellissima giornata accompagnava il leggero traffico domenicale di Carrer dels Castillejos. Il sole troneggiava vicino allo zenit ed il cielo color zaffiro era completamente terso; aprii la finestra ed il soffice tepore della capitale catalana mi accarezz&ograve; dolcemente. Un piccolo ghigno malefic&ograve; si manifest&ograve; sul mio volto, pensando ai miei genitori che combattevano il freddo di San Venanzio davanti al camino, dopodich&egrave; provai un po&#039; di malinconia: quella sarebbe stata la mia ultima domenica barcellonese, l&#039;esperienza pi&ugrave; bella della mia vita stava inesorabilmente volgendo al termine. Il pensiero successivo fu il notare come, per la prima volta da quando seguo il football, un Superbowl con gli Steelers non fosse stata la prima cosa a frullare nella mia mente nel giorno del match. Sicuramente il fatto di non aver seguito bene la stagione NFL aveva influito su di questo, ma ero decisamente proiettato verso l&#039;evento a cui stavo andando: un pic-nic sulla spiaggia della Barceloneta. Nulla di eclatante, ma una delle ultime occasioni per stare con i miei amici Erasmus. Dopo aver fortunatamente racimolato un po&#039; di cibarie (&egrave; incredibile la fatica che bisogna fare per trovare un bar o un forno aperti a Barcelona di domenica mattina!), mi diressi verso la spiaggia e, con un po&#039; di fortuna, riuscii a scorgere Giulia e Silvia sedute sulla scogliera. Iniziammo a mangiare, dopodich&egrave; arrivarono le pluri-ritardatarie Francesca e Simona a completare il quadro: dopo 5 mesi passati a condividere le gioie ed anche i dolori di questa esperienza, le interazioni tra di noi scorrevano in una maniera naturalmente armonica, ma quel pomeriggio era impossibile non notare anche su di loro una velata malinconia. Il primo pomeriggio pass&ograve; comunque in allegria e, al diminuire della temperatura, lasciammo la spiaggia e ci incamminammo verso il parco della Barceloneta. Qui arrivarono Enrico e Titti, Max e Bruno a nutrire il contingente modenese e la brasiliana Patricia a spezzare la monotonia linguistica (quella nazionale non c&#039;&egrave; mai stata: Silvia &egrave; ticinese). Avevamo raggiunto quota dieci persone e la mente balz&ograve; all&#039;istante a settembre: le prime uscite tra Erasmus iniziavano sempre con un gruppone di almeno venti persone che si ritrovava a vagare per Passeig de Gracia o La Rambla con frequenti stop finch&egrave; qualcuno non provava a proporre una qualche attivit&agrave;, generando reazioni di natura mista. Da l&igrave; in poi si erano formati dei piccoli cluster, gruppetti di persone che uscivano sempre insieme e che si aggregavano ad altri cluster a seconda della serata: tanto ci si sarebbe ritrovati tutti insieme al mercoled&igrave; sera nell&#039;ormai mitologico Razzmatazz! Dopo una bevanda in un bar del Born (con un solo bagno unisex), mi lasciai convincere da Max e Bruno a cenare a casa loro insieme a Giulia, Simona e Francesca, cos&igrave; andai con le ultime due a prendere una pizza da Lechuga. Che Barcelona avesse subito un&#039;invasione statunitense me ne accorsi la prima volta che andai al Razz nel 2011, ma fu comunque impressionante vedere l&#039;orda di yankees che aveva preso d&#039;assalto tutti i locali del Barrio Gotico: fortunatamente, la maggior parte indossava magliette <em>black&amp;gold</em> ed infatti rischiai di far raffreddare la pizza tra un <em>LET&#039;S GO STEELERS LET&#039;S GO</em> ed un altro. La tesione stava iniziando a salire inesorabile, cosicch&egrave;, per stemperarla, accettai l&#039;invito dei padroni di casa a guardare con loro Lucky Number Slevin: la trama fu abbastanza appassionante da distrarmi, ma finito il film mi accorsi di essere in clamoroso ritardo. Fu cos&igrave; che Max e Bruno mi convinsero a guardare anche la partita da loro, curiosi anche di capire come funziona quello sport che tante volte avevano visto nei film a stelle e strisce.<br />
	Nonostante la chiusura ad hoc di Rojadirecta, trovai uno stream decente ed iniziai a spiegare le regole ai padroni di casa ed a una curiosa Giulia, i quali impiegarono poco pi&ugrave; di un drive per capire quelle base, a riprova del fatto che il football &egrave; tutt&#039;altro che difficile da comprendere. La partita si mise subito male per i miei Steelers: un td pass di Rodgers ed un intercetto di Collins su uno scellerato passaggio di Big Ben permisero ai Packers di chiudere il primo quarto avanti 14-0. Dopo i primi punti messi sul tabellone da Pittsburgh con un calcio di Suisham, un altro intercetto di Roethlisberger diede il via al drive che si sarebbe concluso con il terzo touchdown di Green Bay: 21-3. Nessuna squadra ha mai rimontato pi&ugrave; di 10 punti di svantaggio in un Superbowl ed infatti i miei amici cercarono gi&agrave; di consolarmi come Sacchi con Baresi ai mondiali del &#039;94. A 47 secondi dalla fine, arriv&ograve; comunque il primo td degli Steelers, con una ricezione da 8 yards dell&#039;immortale Hines Ward: 21-10 all&#039;intervallo lungo. Dopo il tamarrissimo half-time show dei Black Eyed Peas, la partita sembr&ograve; aver cambiato inerzia: la Steel Curtain forz&ograve; un <em>3 &amp; out</em> e nel drive successivo bastarono 140 secondi per percorrere 50 yards in 5 giochi, segnare il secondo td consecutivo, ridurre lo svantaggio ad un solo possesso ed esaltare il sottoscritto, supportato in maniera probabilmente ironica dai due padroni di casa. Lasci&ograve; un po&#039; di perplessit&agrave;, invece, la scelta di optare per la trasformazione da un punto e rinunciare quindi alla possibilit&agrave; di portarsi ad un solo field goal di distanza: 6 minuti dopo, infatti, Suisham si trov&ograve; sul piede la palla del -1, ma fall&igrave; abbastanza clamorosamente. Il tafazzismo degli Steelers prosegu&igrave; nell&#039;ultimo quarto quando, a 36 yards dall&#039;end zone avversaria, il runningback Mendenhall pens&ograve; bene di perdere palla in maniera ingenua e consentire ai Packers di rimpolpare il loro vantaggio: terzo td pass di Rodgers e +11 Green Bay. Rimanevano ancora quasi 12&#039; da giocare e, visti gli ultimi Superbowl, poteva ancora succedere di tutto: io continuavo a crederci. Ed infatti, nel drive immediatamente successivo, la ricezione di Wallace seguita dalla conversione da 2 di Randle El, l&#039;eroe del Superbowl XL, port&ograve; Pittsburgh al sospirato -3, con ancora 7&#039; e mezzo da giocare. Tensione alle stelle, sia a Dallas che in Carrer d&#039;en Roca. La palla torn&ograve; ai Packers, i quali non solo bruciarono 5&#039; e mezzo, ma arrivarono anche a 5 yards dalla end zone: un touchdown avrebbe significato la fine virtuale della partita, ma Woodley e Taylor costrinsero la franchigia del Wisconsin ad accontentarsi di un field goal. 127 secondi dalla fine di un altro esaltantissimo Superbowl ed il punteggio era ancora in bilico: 31-25, ultima possibilit&agrave; per gli Steelers di segnare il td che avrebbe portato la settima vittoria in Pennsylvania. Roethlisberger ed il suo attacco, per&ograve;, si arenarono sulle loro 33 yards ed il triste suono della palla lanciata a Wallace sul 4 &amp; 5 apr&igrave; le danze per i festeggiamenti dei Packers: giusto il tempo per segnare un inutile field goal e chiudere la partita sul 34-25.<br />
	Ci rimasi molto male: nonostante avessi seguito la NFL in maniera molto marginale, ero del tutto convinto che i miei Steelers ce l&#039;avrebbero fatta anche stavolta. Invece, per la prima volta, sia io che la franchigia ci trovammo a fare i conti con l&#039;amarezza di un Superbowl perso. Immagino che la lezione di quest&#039;anno sia che bisogna imparare a perdere e, soprattutto, ad affrontare i postumi delle sconfitte. Spesso esse vanno oltre il mero risultato: ci colpiscono nell&#039;autostima, nella percezione degli eventi, nel modo in cui affrontiamo le cose nell&#039;immediato futuro. Fermo restando che &egrave; lapalissiano il fatto che vincere sia meglio di perdere, le sconfitte sono capaci di insegnarci molte pi&ugrave; cose delle vittorie: bisogna imparare a prenderle non come tragedie apocalittiche, ma come occasione di capire cosa non ha funzionato e, soprattutto, cambiarlo. Albert Einsten una volta disse che la follia &egrave; fare la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi: certo, cambiare ha sempre un prezzo e la valuta a volte &egrave; economica, a volte energetica, a volte emotiva, altre volte ancora una combinazione di queste. Quello che tendiamo a dimenticare &egrave; che anche le sconfitte hanno un prezzo: spesso, per&ograve;, percepiamo come superiore il prezzo legato al cambiamento rispetto a quello che abbiamo pagato per la sconfitta ed abbiamo paura. Non sempre riusciamo ad avere una visione di medio-lungo periodo, che consenta ad entrambi gli emisferi cerebrali di realizzare che quello per il cambiamento &egrave; un investimento, qualcosa che ci dar&agrave; la possibilit&agrave; di avere un ritorno positivo in futuro. Le metafore in questo senso si sprecano, io vi propongo questa: per un ristoratore, &egrave; meglio provare a &quot;fregare&quot; il cliente dopo che ha mangiato gonfiandogli il conto o fargli un prezzo equo con la speranza che, in futuro, quello torni a mangiare da lui? Un&#039;ultima cosa: mettete da parte il vostro orgoglio! Avete subito una sconfitta? Chiamate un amico o qualcuno che vi capisca, parlategliene e sfogatevi: si riparte molto meglio e molto pi&ugrave; in fretta dopo. E sperate di evitare la maledizione del runner-up per la stagione successiva!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=48&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/27/superbowl-xlv/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Un altro weekend disneyano</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/09/un-altro-weekend-disneyano/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/09/un-altro-weekend-disneyano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 14:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[eurolega]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[Nel mondo di internet, soprattutto sui vari social networks, sta girando un meme in cui lo scorso weekend viene dipinto come &#8220;disneyano&#8221;: il principe si è sposato ed il cattivo è morto. Dal punto di vista cestistico, possiamo quasi dire lo stesso di quello appena trascorso: si possono infatti inquadrare in quest&#8217;ottica le sconfitte della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=47&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mondo di internet, soprattutto sui vari social networks, sta girando un meme in cui lo scorso weekend viene dipinto come &#8220;disneyano&#8221;: il principe si è sposato ed il cattivo è morto. Dal punto di vista cestistico, possiamo quasi dire lo stesso di quello appena trascorso: si possono infatti inquadrare in quest&#8217;ottica le sconfitte della Mens Sana Siena alle Final Four di Eurolega e lo <em>sweep</em> (eliminazione senza vincere nessuna gara della serie) subito dai Los Angeles Lakers alle semifinali della Western Conference della NBA.</p>
<p>Partiamo dai toscani: nonostante siano una delle più antiche squadre di basket in Italia, fino al 2001 il loro massimo risultato è stato un quinto posto in Serie A ottenuto nel 1975. Il punto di svolta avviene nel 2000 con la sponsorizzazione della Monte dei Paschi, banca dalla storia quantomeno chiacchierata, la quale inizia a sovvenzionare la Mens Sana con ingenti iniezioni di capitale. Aprono così un mini-ciclo di 3 anni in cui vincono uno scudetto, una Coppa Saporta ed arrivano due volte alle Final Four di Eurolega. È pero nel 2007 che inizia il loro dominio: quattro scudetti consecutivi (ed un quinto in arrivo a giugno) vinti maramaldeggiando e conditi da tre Coppe Italia e quattro Supercoppe Italiane. Cosa li rende così antipatici? Non basta l&#8217;essere vincenti, altrimenti si tratterebbe solo del proverbiale &#8220;rosicamento&#8221;: oltre alla spocchia di tifosi e dirigenti, che ora si atteggiano a leggenda vivente nonostante la loro storia non sia nemmeno lontanamente paragonabile a quella di Milano, Bologna, Varese o altre, si tratta di come vincono. Non c&#8217;è alcun dubbio sul fatto che nelle ultime cinque stagioni abbiano avuto nettamente la squadra più forte e che il gap tecnico con le altre squadre sia stato (e continui ad essere) imbarazzante. Tuttavia, se hanno subito solo 13 sconfitte in 5 anni, non è merito solo della loro bravura: basta guardare una qualsiasi delle loro partite per avere l&#8217;impressione che gli arbitri applichino per loro un regolamento ad hoc. Questo atteggiamento sfiora il clamoroso nei (pochi) finali in bilico, ma anche nelle fasi precedenti le decisioni della terna arbitrale tendono ad amplificare il divario già presente tra i senesi ed i loro avversari. Con una direzione di gara più equa, Siena avrebbe quasi sicuramente vinto tutto ciò che ha portato in bacheca nell&#8217;ultimo lustro (tranne forse la Coppa Italia 2008/09), ma il campionato sarebbe stato molto più interessante ed avrebbe potuto attrarre molti più neofiti. Il simbolo di tutto ciò è il loro capitano, Shaun Stonerook: il giocatore dell&#8217;Ohio misteriosamente naturalizzato italiano (forse per matrimonio?) in Serie A pare essere <em>legibus solutus</em> e può permettersi di giocare in maniera molto ruvida (eufemismo) senza che gli arbitri prendano provvedimenti nei suoi confronti. Esemplare una statistica a riguardo: il sosia di Telespalla Bob, quest&#8217;anno, in campionato è stato espulso per somma di falli una sola volta su 28 gare disputate, mentre nelle ultime 9 partite di Eurolega per ben 5 volte si è accesa la quinta lampadina accanto al suo nome sul tabellone. L&#8217;ultima in ordine cronologico è stata la semifinale di venerdì contro il Panathinaikos: è facile credere che, per molti cestofili italiani non tifosi di Siena, sia stato parecchio divertente vedere la faccia stupita di Stonerook, non uso a questo tipo di trattamento, ad ogni fallo a lui fischiato. Per quanto riguarda la sua squadra, invece, si tratta di una clamorosa occasione sprecata. Già, perchè all&#8217;intervallo lungo il Pana conduceva di 4 punti, ma il conto dei rimbalzi diceva 26-13 per Siena, con gli ateniesi che hanno catturato il primo rimbalzo offensivo ad un minuto e mezzo dal termine dopo essersene fatti soffiare ben 11. Anche la furia di coach Obradovic era piuttosto indicativa della qualità di gioco espressa dalla sua squadra: a fine partita, infatti, ha dichiarato candidamente che, se avessero giocato così in finale, il Maccabi Tel Aviv li avrebbe asfaltati. Eppure sono riusciti a vincere senza troppi patemi d&#8217;animo, distruggendo il sogno europeo di Siena e conquistando, due giorni dopo, la loro sesta Eurolega contro gli israeliani di David Blatt, altra squadra non particolarmente simpatica (e mi fermo qui per evitare di essere rapito dal Mossad). Un&#8217;altra chicca per i &#8220;gufi&#8221; è stata vedere Simone Pianigiani, l&#8217;allenatore della MPS, lamentarsi dell&#8217;arbitraggio nelle interviste post-partita: forse al tecnico senese converrebbe visionare, oltre ai filmati degli avversari, qualche puntata della serie tv <em>My name is Earl</em>.</p>
<p>Veniamo ora ai Lakers: inutile dilungarmi sul perchè mi stiano antipatici, l&#8217;ho già menzionato più volte, basta scorrere velocemente i miei post taggati &#8220;basket&#8221;. Aggiungiamo solo, anche in questo caso, la tremenda spocchia dei loro tifosi, soprattutto quelli italiani e, <em>pez dal pez</em>, i fanboy di Kobe Bryant. Il disco di quest&#8217;ultima categoria umana contiene essenzialmente due tracce: il Mamba è meglio di Lebron James ed anche di Michael Jordan. Sul primo punto ci si può confrontare e, almeno parzialmente, essere pure d&#8217;accordo: la cosa ridicola è sentirli accusare LBJ di essere &#8220;egoista&#8221;, perchè &#8220;non si vincono i titoli da soli, infatti Bryant ne ha 5 e James 0&#8243;. Giusto: i titoli si vincono oggi avendo come <em>supporting cast</em> Gasol, Artest e Odom, ieri avendo in squadra Shaquille O&#8217;Neal (vero protagonista del three-peat). Quando i tuoi compagni più forti sono Ilgauskas e Mo Williams, la cosa diventa un filo più complicata. Sul secondo punto, è bene sottolineare che a sostenere ciò, spesso e volentieri, sono coloro che non hanno mai avuto il privilegio di veder giocare His Airness. La differenza tra i due è talmente grande che basterebbe scegliere una sola delle tante partite leggendarie di Jordan per capire quanto profondo sia questo abisso. Un consiglio? Gara-5 delle finali del 1997. Altro motivo per avercela con i Lakers: l&#8217;allenatore Phil Jackson. Sedicente santone e guru che non perde mai occasione di criticare i suoi avversari dall&#8217;alto dei sui 11 campionati vinti (certo, 6 con Jordan, 3 con O&#8217;Neal e 2 con la squadra più forte, ma ovviamente è merito suo), come ho scritto tempo fa ricorda un po&#8217; Josè Mourinho e, come l&#8217;allenatore di Setubal, o lo ami o lo odi. Nel vederli spazzati via 4-0 dai Dallas Mavericks c&#8217;è poi un ulteriore motivo di soddisfazione: il fatto che uno dei giocatori-chiave dei texani sia stato Predrag &#8220;Peja&#8221; Stojakovic. Quasi 34 anni, tagliato dagli Hornets dopo 6 partite ed addirittura dai Raptors dopo 2, un giocatore &#8220;bollito&#8221; per tutti, contro i Lakers è letteralmente risorto, chiudendo la serie con 12,5 punti di media e, soprattutto, il 52,4% da 3. Nove anni or sono, il nativo di Belgrado era una delle star di quei famosi Sacramento Kings del <em>greatest show on court</em> derubati (letteralmente) dai Lakers della possibilità di vincere un titolo strameritato: ieri sera ha potuto finalmente rifarsi. Infine, è penoso vedere come i lacustri abbiano perso male non solo nel punteggio, ma anche nell&#8217;atteggiamento: decisamente esecrabili i falli di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=k -AZWCYT83k">Odom e Bynum</a> a &#8220;babbo morto&#8221;. Ora sarà interessante vedere chi porterà a casa il titolo: i Celtics desiderosi di vincere il loro 18° titolo? I Bulls che possono vantare miglior record, miglior giocatore e miglior allenatore? Gli Heat dei <em>Three Amigos</em>? I giovani Thunder? I galvanizzati Mavericks? Le sorprese Grizzlies e Hawks? Signore e signori, fate il vostro gioco!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/47/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=47&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/09/un-altro-weekend-disneyano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Ci riproviamo?</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/06/ci-riproviamo/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/06/ci-riproviamo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 19:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[eurolega]]></category>
		<category><![CDATA[football]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Cosa dire? Non &#232; la prima volta che annuncio l&#039;intenzione di riprendere a scrivere su questo blog. A mia parziale discolpa posso addurre il fatto che, ogni volta che mi sono riproposto ci&#242;, &#232; successo qualcosa che mi ha costretto a rivedere i miei piani e non &#232; detto che non succeda anche stavolta. Anche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=45&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	Cosa dire? Non &egrave; la prima volta che annuncio l&#039;intenzione di riprendere a scrivere su questo blog. A mia parziale discolpa posso addurre il fatto che, ogni volta che mi sono riproposto ci&ograve;, &egrave; successo qualcosa che mi ha costretto a rivedere i miei piani e non &egrave; detto che non succeda anche stavolta. Anche perch&egrave; gli impegni non mi mancano di certo: gli esami, la tesi, la chitarra, la lettura, lo sport, i viaggi&#8230; Sar&agrave; dura tener fede a questo impegno, ma ci voglio provare: non me lo ha certo prescritto il dottore, sono io che decido di prenderlo perch&egrave; in questo momento sento un gran bisogno di scrivere.<br />
	Di cosa parler&agrave; questo blog? I miei <em>followers</em> di vecchia data ci ritroveranno gli argomenti gi&agrave; affrontati in passato, ovvero la mia vita e le passioni ad essa legata. Le uniche modifiche saranno legate ai pesi delle varie componenti: da quando scrivevo con una certa regolarit&agrave; alla data odierna sono cambiate tante cose in me, nella mia vita e, credo, anche nel mio modo di scrivere. In segno sia di discontinuit&agrave; che di continuit&agrave;, nei prossimi giorni ci saranno il tradizionale post sul Superbowl (ahim&egrave;) e sulle Final Four di Eurolega. Le differenze saranno nello stile: il post sul primo sar&agrave;, probabilmente, pi&ugrave; incentrato sulla giornata trascorsa e sulle tradizionali riflessioni post-partita, dando pochissimo spazio alla cronaca. Quello relativo alla manifestazione di Barcelona sar&agrave;, concedetemi un gioco di parole, un post ex-post, visto che sto scrivendo nell&#039;intervallo lungo della prima semifinale tra la Mens Sana Siena ed il Panathinaikos Atene (per la cronaca, i greci stanno prevalendo per 40-36 nonostante il dominio senese a rimbalzo rasenti l&#039;imbarazzante). Poi si vedr&agrave;, quando avr&ograve; qualcosa da scrivere lo far&ograve;. A sensazione, ci saranno molti post legati alle mie riflessioni e, gioco forza, alle mie opinioni su vari argomenti. Voglio mettere in chiaro che non &egrave; affatto mia intenzione fare il &quot;maestro di vita&quot;, solo dare qualche spunto ai miei lettori e, magari, ricevere qualche feedback. A tal proposito: molto probabilmente, ogni volta che pubblicher&ograve; un post, ne metter&ograve; il link su Facebook. Preferirei che, se vi venisse voglia di commentare, lo faceste sul blog (firmandovi!) piuttosto che su FB, fermo restando che farete poi come vi pare (e che ne pagherete le conseguenze <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> ).<br />
	Altre modifiche: ho aggiornato i link nella colonna di destra e la sezione &quot;i miei viaggi&quot; sulla sinistra. Per ora ho messo i link ai miei album gi&agrave; presenti su Facebook in versione accessibile anche da non loggati o da non iscritti, in seguito vedr&ograve; se caricare su Picasa altri album di vecchi viaggi.<br />
	Nel mentre che sto scrivendo queste parole, al Montjuic c&#039;&egrave; Guido Bagatta che sta intervistando Zoran Savic a bordo campo. Mi piacerebbe essere al posto dell&#039;ex conduttore di RealTV: &quot;Zoran, anzitutto grazie per quanto hai fatto sia da giocatore (MVP della finale di Eurolega vinta dalla Virtus nel 1998) che da general manager (retrocessione in LegaDue della fortitudo nel 2009). Poi vorrei chiederti&#8230;&quot; il resto &egrave; secondario <img src='http://s1.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Le squadre sono pronte per gli ultimi due quarti, mi accingo a godermi lo spettacolo e mi auguro di rivedervi presto su questo blog!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/45/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/45/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=45&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2011/05/06/ci-riproviamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>NBA Finals 2010</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2010/06/04/nba-finals-2010/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2010/06/04/nba-finals-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 00:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=43</guid>
		<description><![CDATA[&#34;Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci pi&#249;?&#34;. Peccato che l&#039;acconciatura afro sia passata di moda tra i cestisti attuali (a parte Josh Childress, riuscite a trovarne altri?), altrimenti si sarebbe potuto fare un paragone carino tra uno di loro e Lucio Battisti. La domanda rimane comunque legittima, per almeno 3 ragioni: anzitutto perch&#232; questa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=44&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	&quot;Ancora tu? Ma non dovevamo non vederci pi&ugrave;?&quot;. Peccato che l&#039;acconciatura afro sia passata di moda tra i cestisti attuali (a parte Josh Childress, riuscite a trovarne altri?), altrimenti si sarebbe potuto fare un paragone carino tra uno di loro e Lucio Battisti. La domanda rimane comunque legittima, per almeno 3 ragioni: anzitutto perch&egrave; questa &egrave; la dodicesima volta in cui i Boston Celtics ed i Los Angeles Lakers si sfidano per la conquista del titolo NBA (per le altre cifre vi rimando al <a href="http://bigblind.splinder.com/post/17437896/in-cosa">mio post</a> sulle Finals 2008, vi basta aggiungere un anello a testa. Curioso che anche allora si parlasse di legge sulle intercettazioni, vero?). Poi perch&egrave;, se bene o male chiunque si sarebbe aspettato di vedere i lacustri rappresentare la Western Conference a queste Finals, ben pochi avrebbero puntato un euro sulla vittoria ad Est dei celtici. Certo, in estate era arrivato Rasheed Wallace a fare la riserva di lusso e la regular season era iniziata molto bene, ma dopo 27 sconfitte nelle ultime 54 partite, il quarto seed e le prestazioni ampiamente sotto le aspettative dello stesso Sheed e, soprattutto, di un Kevin Garnett dato da molti sul viale del tramonto, le prospettive per i biancoverdi non erano delle pi&ugrave; rosee. Eppure, come i San Antonio Spurs di qualche anno fa, la squadra nei playoff si &egrave; trasformata: The Big Ticket &egrave; tornato ad essere quel meraviglioso giocatore ammirato tra il Minnesota ed il Massachussets ed &egrave; definitivamente esploso Rajon Rondo. Il playmaker di Louisville ha confermato quanto di egregio aveva mostrato in regular season (dove era anche stato chiamato per la prima volta all&#039;All-star Game) ed ha iniziato a snocciolare triple doppie con una scioltezza degna del miglior Jason Kidd. Anche Wallace &egrave; salito di livello e la sua eccellente difesa su Dwight Howard &egrave; stata una delle chiavi che hanno permesso ai Celtics di sbarazzarsi (4-2) dei favoriti Orlando Magic, battuti per ben 2 volte in Florida. Infine, perch&egrave; i grande favoriti per la vittoria della Eastern Conference erano i Cleveland Cavaliers: un&#039;ottima regular season chiusa con il miglior record assoluto (61-21), Lebron James in stato di grazia e la prospettiva di una finale tra il suddetto e Kobe Bryant stuzzicava il palato di tifosi, addetti ai lavori e sponsor (la cui influenza, purtroppo, &egrave; sempre maggiore del dovuto). Invece, l&#039;egoismo di The Chosen One, l&#039;ottusit&agrave; di coach Mike Brown e l&#039;inadeguatezza del supporting cast (&quot;Flavio, Jamison fa proprio vomitare&quot; disse Gianmarco Pozzecco durante una telecronaca) hanno portato a 3 sconfitte consecutive in semifinale proprio contro Boston, alla fine della stagione dei Cavs e forse di molto di pi&ugrave;. Da anni, infatti, &egrave; risaputo che quest&#039;estate scadr&agrave; il contratto di James ed &egrave; alquanto probabile, per usare un eufemismo, che il nativo di Akron faccia le valigie e migri verso altri lidi (Knicks? Bulls? Virtus Bologna?), mettendo a serio rischio la permanenza del basket a Cleveland, luogo tanto attraente quanto vincente. Se pensiamo che il soprannome della citt&agrave; &egrave; &quot;The mistake on the Lake&quot; e che, nei 33 anni trascorsi dalla loro fondazione all&#039;arrivo dell&#039;MVP delle ultime due stagioni, il palmares dei Cavaliers era ridotto ad un titolo di division, le prospettive paiono avere tinte alquanto scure: non &egrave; per&ograve; da escludersi un futuro ricollocamento (Seattle? Las Vegas? San Cesario sul Panaro?).<br />
	I Lakers si presentano invece alla finale da stra-favoriti: sono campioni in carica e ad una squadra gi&agrave; forte di per s&egrave; &egrave; stato aggiunto Ron Artest al posto di Trevor Ariza. Quindi, al posto di un buon difensore ed un discreto attaccante, &egrave; arrivato il miglior difensore sulla palla della NBA (forse solo Bruce Bowen pu&ograve; insidiargli il trono) nonch&egrave; un giocatore in grado di essere determinante anche in attacco: non malissimo. Se a questo aggiungiamo che Kobe Bryant sta giocando a livelli altissimi (ma, per favore, lasciamo stare Michael Jordan: il suo eventuale erede deve ancora arrivare), non paiono esserci molte chances per gli avversari. Eppure, nonostante ci&ograve;, i gialloviola hanno faticato pi&ugrave; del previsto sia al primo turno, contro i sorprendenti Oklahoma City Thunder di Kevin Durant (ragazzi, questo &egrave; il futuro dominatore della NBA), sia in finale di conference, dove l&#039;apporto della Dea Bendata si &egrave; reso necessario per eliminare i Phoenix Suns. La squadra di Phil Jackson (il Mourinho della NBA?), infatti, alterna momenti di strapotere cestistico a black-out mentali che non vedevo dai tempi della sciagurata Virtus di Pillastrini: in una serie finale contro una squadra di vecchi volponi come i Celtics queste cose rischi di pagarle a prezzi da bagarino.<br />
	Nonostante la mancata finale tra Lakers e Cavs, ci sono comunque dei temi piuttosto interessanti: anzitutto, la voglia di rivincita e vendetta dei californiani sugli acerrimi rivali di Boston, sia per la finale di due anni fa che per il computo dei precedenti (siamo sul 9-2 Celtics). Non ci sar&agrave; la sfida tra Bryant e James (e neanche quella tra il figlio di Jelly Bean e Shaquille O&#039;Neal, eterno amico/nemico), ma la guardia dei lacustri dovr&agrave; comunque vedersela con Ray Allen, non particolarmente noto per le sue doti difensive ma capace di limitarlo egregiamente nell&#039;ultima edizione di questa sfida. Allo stesso modo, Pau Gasol sar&agrave; desideroso di riscattare la batosta ricevuta da Kevin Garnett nel 2008 e di lasciarsi definitivamente alle spalle il poco gratificante soprannome &quot;Gasoft&quot;. Sempre in tema di rivincite, non si pu&ograve; non citare la finale NBA del 2004, quando gli strafavoriti Lakers, capaci di schierare in quintetto ben 4 giocatori da Hall of Fame (O&#039;Neal, Malone, Payton e Bryant), vennero sconfitti 4-1 dagli eredi dei Bad Boys, ovvero i Detroit Pistons di Chauncey Billups e&#8230; Rasheed Wallace, proprio lui. La vendetta su Mr. Big Shot &egrave; stata consumata l&#039;anno scorso, riuscir&agrave; il suo ex compagno di squadra ad evitare la stessa sorte? Sar&agrave; inoltre interessante vedere se Paul Pierce riuscir&agrave; ad avere la meglio sull&#039;arcigna difesa di Artest e chi avr&agrave; l&#039;onere (per dire &quot;onore&quot; &egrave; ancora troppo presto) di marcare Rondo: l&#039;ormai trentaseienne Derek Fisher, suo pari ruolo, potrebbe essere &quot;dirottato&quot; su Allen con Bryant a difendere sull&#039;estroso playmaker biancoverde. Per la squadra di LA si tratta inoltre dell&#039;occasione di portarsi ad un solo titolo di distanza dagli arci-rivali e di legittimare la controversa scelta del noto giornalista di ESPN John Holliger che li ha definiti &quot;la pi&ugrave; grande franchigia NBA di sempre&quot; (certo che giocare di fianco ad Hollywood aiuta, eh?).<br />
	Dal 2008, in termini di mie simpatie, non &egrave; cambiato granch&egrave;, quindi anche stavolta tifer&ograve; per Boston. Certo, ai Lakers &egrave; arrivato Artest, da sempre tra i miei giocatori preferiti, ma dal mio viaggio in Irlanda il mio legame con i Celtics si &egrave; rafforzato e l&#039;arrivo di Wallace non fa che sbilanciare ulteriormente il confronto. Ai tempi dei Portland Trail (anzi, Jail) Blazers si fece fischiare 78 falli tecnici in due stagioni e venne sospeso per 7 gare (la pi&ugrave; lunga squalifica di sempre, escluse quelle per sostanze proibite) per le minacce all&#039;arbitro Tim Donaghy (gi&agrave;, proprio quello dello scandalo delle partite truccate, tra cui quel famigerato Kings-Lakers capace tuttora di farmi salire la pressione), mentre quando nel 2004 si trasfer&igrave; a Detroit per rimediare alla sciagurata scelta di Darko Milicic (draftato prima di Carmelo Anthony, Dwyane Wade e Chris Bosh&#8230;) fu determinante nella vittoria finale dei Pistons. Ricordo che mi alzai nel cuore della notte per vedere la definitiva gara-5 incurante del fatto che la mattina dopo avrei dovuto sostenere la prima prova dell&#039;esame di maturit&agrave;: in quest&#039;ottica, l&#039;invenzione di MySky si &egrave; rivelata molto proficua (sempre che si riescano ad evitare gli spoiler: in quest&#039;ottica, Facebook non aiuta, ma proprio per nulla). Pronostico? Di sicuro si arriva almeno a gara-6 e poi&#8230; lo dico? Ma s&igrave;: per me Boston pu&ograve; fare il colpaccio. Certo, bisogner&agrave; violare almeno una volta lo Staples Center e difendere a tutti i costi la verginit&agrave; del TD Banknorth Garden, cosa non semplicissima, ma i Celtics visti contro Cleveland ed Orlando hanno le carte in regola per riuscire nell&#039;impresa. Per&nbsp; i Lakers si tratter&agrave; di mantenere il livello tenuto contro Utah e Phoenix, limitare al massimo i cali di concentrazione e sperare che la fortuna avuta contro la franchigia dell&#039;Arizona non presenti il conto proprio ora. Buone Finals a tutti!</p>
<p>	(s&igrave;, prima o poi vorrei riprendere a bloggare anche di argomenti extra-sportivi. C&#039;&egrave; ancora da fare il pagellone della Virtus 2009/10 ed il tempo &egrave; quello che &egrave;. Voi state sintonizzati, non si sa mai)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=44&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2010/06/04/nba-finals-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Parigi val bene un canestro</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2010/05/07/parigi-val-bene-un-canestro/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2010/05/07/parigi-val-bene-un-canestro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 18:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[eurolega]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=42</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi tempi ho veramente poco tempo libero, per&#242; vorrei provare per l&#039;ennesima volta a scrivere con una certa frequenza su questo blog. Per questo post user&#242; come pretesto uno degli eventi che attendo con maggiore trepidazione ogni anno: le Final Four di Eurolega che si giocheranno a Parigi tra oggi e domenica. Vediamo chi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=43&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
	Negli ultimi tempi ho veramente poco tempo libero, per&ograve; vorrei provare per l&#039;ennesima volta a scrivere con una certa frequenza su questo blog. Per questo post user&ograve; come pretesto uno degli eventi che attendo con maggiore trepidazione ogni anno: le Final Four di Eurolega che si giocheranno a Parigi tra oggi e domenica. Vediamo chi sono le quattro finaliste:</p>
<p style="text-align:justify;">
	<strong>FC Bar&ccedil;elona</strong>: data come sicura protagonista di questo torneo, i blaugrana non hanno deluso le aspettative e, dopo un&#039;avvincente battaglia agli ottavi contro il Real Madrid di Ettore Messina, sono approdati alle Final Four. Il roster a disposizione di coach Pasqual &egrave; veramente impressionante e nomi come Navarro, Lorbek, Morris e Lakovic sono arcinoti a chiunque nutra un vago interesse verso questa competizione. Vorrei soffermarmi per&ograve; su tre giocatori in particolare, tutti arrivati in blaugrana l&#039;estate scorsa: Pete Mickeal, Boniface N&#039;Dong e Ricky Rubio. I primi due hanno qualcosa in comune: sono ultratrentenni che hanno conosciuto le luci della ribalta relativamente tardi. La guardia americana &egrave; esplosa una volta approdato al Tau Vitoria, ossia intorno ai 28 anni, il centro senegalese ha trovato la sua dimensione a Malaga a ridosso dei 30: et&agrave; in cui, se sei un campione, dovresti gi&agrave; averlo dimostrato. Questi due esempi servano di lezione a noi italiani, che a parole siamo tutti favorevoli ad un maggior minutaggio per i giovani salvo poi dire al primo errore che &quot;non sono maturi&quot;, &quot;non hanno personalit&agrave;&quot; o &quot;la stoffa del campione&quot; e boiate varie. O sono dei novelli Gallinari oppure raus. Se davvero vogliamo che la nazionale torni ad essere competitiva almeno a livello europeo, non servono le &quot;quote azzurre&quot;, utili solo a strapagare i giocatori italiani, conferirgli uno status di &quot;privilegiato&quot; e togliergli qualsiasi incentivo a migliorare. Bisogna avere coraggio con i giovani e, soprattutto, pazienza. A proposito di baby-fenomeni, invece, ho volutamente lasciato alla fine il caso di Ricky Rubio. A 15 anni e 10 mesi partecip&ograve; con la nazionale Under 16 spagnola agli Europei di categoria: non pago di essere risultato il miglior realizzatore, rimbalzista, assistman e ladro di palloni, diede un certo contributo alla vittoria della sua squadra nella finale contro la Russia, con 51 punti, 24 rimbalzi, 12 assist, 7 palle recuperate ed il canestro del pareggio sulla sirena, scagliato da met&agrave; campo. Ha debuttato in campionato a 15 anni e in Eurolega 3 giorni dopo il suo sedicesimo compleanno, sempre con la canotta dello Joventut di Badalona (distante 9 km dalla sua citt&agrave; natale); in quella stagione, domina la classifica delle palle rubate in campionato. Nel frattempo, il mondo si accorge di lui e al Palau Olimpic iniziano ad essere avvistati scout della NBA: il basket oltreoceano avr&agrave; modo di apprezzarlo alle Olimpiadi del 2008, quando nella finale tra Spagna e USA il neanche 18enne Rubio part&igrave; titolare al posto dell&#039;infortunato Jos&egrave; Calderon (playmaker titolare dei Toronto Raptors di Bargnani) e gioc&ograve; una discreta partita da 6 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 3 palle rubate. Intanto, in Europa aumentavano i suoi detrattori: troppo tutelato dagli arbitri, sopravvalutato, faccia tosta (&quot;io gioco sia per la squadra che per far divertire la gente&quot;). Nel 2009 si dichiara eleggibile al draft, viene scelto con la quinta chiamata assoluta dai Minnesota Timberwolves ma rinuncia al grande salto: un po&#039; perch&egrave; il suo buyout &egrave; troppo alto, un po&#039; perch&egrave; Rubio voleva andare in California (i Sacramento Kings gli preferirono Tyreke Evans e forse non a torto: 20 punti, 5 assist e 5 rimbalzi di media alla sua prima stagione NBA, come lui solo Michael Jordan e altre 4 leggende del basket) , un po&#039; perch&egrave; Minneapolis tende a non essere climaticamente compatibile con i suoi standard. Viene cos&igrave; acquistato dal Bar&ccedil;a, che lo omaggia con un contratto di 6 anni, una clausola NBA Escape dal 2011 ed un buyout ampiamente pi&ugrave; affrontabile. Le cifre di quest&#039;anno sono tutt&#039;altro che da fenomeno (36% da 2? Scherziamo?), ma i riflettori saranno tutti puntati su di lui.</p>
<p style="text-align:justify;">
	<strong>Olympiakos Pireo:</strong> i paperoni del basket europeo, dopo aver speso follie per strappare Josh Childress e Linas Kleiza alla NBA e (si dice) aver provato ad ingaggiare persino Allen Iverson, sono alla loro seconda Final 4 consecutiva. Roster pieno di campioni, quasi tutti europei: oltre a Childress, vi sono altri 2 giocatori americani e non giocano certo un ruolo di primo piano. Uno di questi &egrave; James &quot;Scoonie&quot; Penn, colui che ha sostituito Andre Collins ad inizio stagione in Virtus ed &egrave; curioso vedere tra le fila degli ateniesi anche un altro ex bianconero, quell&#039;Andreas Glyniadakis che fece da comparsa nei playoff del 2007 (quando lasci&ograve; la squadra alla vigilia della finale perch&egrave; il suo contratto era scaduto). La squadra di coach Giannakis fa dell&#039;attacco il suo marchio di fabbrica e mischia giocatori d&#039;esperienza come Papaloukas e Vujcic con giovani emergenti del calibro di Teodosic e Halperin. Sotto canestro, &egrave; finalmente esploso Sofoklis &quot;Baby Shaq&quot; Schortsanitis, il quale ha capito come utilizzare i suoi 143 Kg e quando puoi permetterti di tenere in panchina uno come Boroussis vuol dire che sei davvero una corazzata. Una partenza a rilento (2 sconfitte in 5 partite), poi l&#039;imbattibilit&agrave; casalinga, gli ottavi contro il Prokom e la speranza di raccogliere finalmente qualcosa dopo aver seminato cos&igrave; tanti soldi.</p>
<p><strong>CSKA Mosca:</strong> dopo sette partecipazioni consecutive alle Final 4 condite da due vittorie, per la prima volta la loro presenza al main event dell&#039;Eurolega non era cos&igrave; scontata. In estate se n&#039;erano andati Morris, Lorbek, Zisis e, soprattutto, Ettore Messina, vero leader della squadra. Certo, Langdon, Smodis (che ha subito un duro infortunio), Holden e Siskauskas sono rimasti, ma con un anno in pi&ugrave; e senza nessun innesto rilevante. Eppure, la forza del gruppo ha avuto la meglio ed il nuovo allenatore, l&#039;ex vice di Messina Evgeny Pashutin, &egrave; stato sicuramente molto bravo a tenerlo unito pur plasmandolo secondo il suo credo cestistico. I veterani (a cui va aggiunto anche Zoran Planinic) non hanno calato significativamente il loro rendimento, Victor Khryapa ha vissuto una buona stagione sotto le plancie e i moscoviti si sono ritrovati per l&#039;ottava volta a giocarsi il titolo europeo. Sulla loro strada troveranno subito il Bar&ccedil;elona, le scintille sono assicurate.</p>
<p style="text-align:justify;">
	<strong>Partizan Belgrado:</strong> la vera, grande sorpresa di queste Final 4. Nel 2009 la loro corsa si era arrestata agli ottavi contro i futuri vice-campioni del CSKA, poi in estate, come di consueto, avevano ceduto i loro tre gioielli pi&ugrave; luminosi ad altrettante big europee (a peso d&#039;oro, ovviamente): Tripkovic al Tau Vitoria, Tepic al Panathinaikos e Velickovic al Real Madrid. Fa quantomeno sorridere il fatto che, questo weekend, costoro guarderanno le gesta della loro ex squadra comodamente seduti in poltrona davanti alla TV. Dopo aver vinto l&#039;Eurolega, Dusan Kecman &egrave; tornato a casa per&nbsp; fare da chioccia ai giovani talenti del club, mentre da Granada &egrave; arrivato il centro serbo-australiano Aleksander Maric e dalla Turchia, in extremis, il play americano Bo McCalebb. Sono stati promossi nel minutaggio Vranes e Rasic ed &egrave; stata data una chance importante al 19enne ceco Jan Vesely, ennesima grande scoperta del club presieduto da Predrag Danilovic (sempre sia lodato), che ha gi&agrave; attirato le attenzioni degli scout NBA. Dopo due sconfitte nelle prime due partite, &egrave; letteralmente esploso Maric (finir&agrave; la stagione con 20,81 di valutazione media, la migliore del torneo) e, dopo aver passato le Top 16 a scapito dei campioni in carica del Panathinaikos, hanno eliminato un&#039;altra nobile decaduta agli ottavi, ovvero il Maccabi Tel Aviv di un altro ex virtussino, Alan Anderson. Un grande gruppo guidato da un grandissimo allenatore, Dusko Vujosevic: alla nona stagione consecutiva sulla panchina del Partizan, l&#039;allenatore montenegrino conosce il basket come pochi e i suoi ragazzi, scevri da ogni pressione, proveranno a sorprendere ancora una volta i cestofili europei.</p>
<p>Sulla carta, il Bar&ccedil;a sembra decisamente la squadra favorita per la vittoria finale e in citt&agrave;, soprattutto dopo la delusione calcistica, c&#039;&egrave; grande voglia di ripetere il successo del 2003, quando i blaugrana, trascinati da Fucka, Jasikevicius e Bodiroga, si imposero 76-65 sulla Benetton Treviso di Edney, Garbajosa, Marconato ecc&#8230; Curiosamente, Navarro e Langdon, allora avversari, si troveranno nuovamente uno contro l&#039;altro nella prima semifinale, che vedr&agrave; i catalani opposti ai moscoviti. Gli uomini di coach Pasqual non dovranno per&ograve; peccare di superbia: CSKA e Olympiakos sono due squadre forti ed esperte, mentre il Partizan ha ancora voglia di stupire. Pronostico una finale tra questi ultimi ed il Bar&ccedil;elona e non nascondo che 5 euro sui serbi campioni d&#039;Europa me li sarei anche potuti giocare&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/43/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/43/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=43&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2010/05/07/parigi-val-bene-un-canestro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Super Bowl XLIV</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2010/02/10/super-bowl-xliv/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2010/02/10/super-bowl-xliv/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 19:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[football]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=41</guid>
		<description><![CDATA[Coraggio, alzi la mano chi non si aspettava il tradizionale post sul Super Bowl. Come da tradizione, non mancano storie, aneddoti e curiosit&#224; riguardo ai protagonisti di quest&#8217;anno. Nel ruolo di grandi favoriti, gli Indianapolis Colts:&#160; due vittorie al Super Bowl (l&#8217;ultima tre anni fa), miglior squadra in regular season (14 vinte, 2 perse) e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=42&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;">Coraggio, alzi la mano chi non si aspettava il tradizionale post sul Super Bowl. Come da tradizione, non mancano storie, aneddoti e curiosit&agrave; riguardo ai protagonisti di quest&#8217;anno. Nel ruolo di grandi favoriti, gli Indianapolis Colts:&nbsp; due vittorie al Super Bowl (l&#8217;ultima tre anni fa), miglior squadra in regular season (14 vinte, 2 perse) e record di vittorie consecutive nella medesima (23, di cui ovviamente 9 nella stagione precedente). Un altro record battuto dalla squadra di coach Caldwell la dice lunga sulla loro forza: per ben 7 volte sono stati capaci di vincere nonostante si trovassero in svantaggio all&#8217;inizio dell&#8217;ultimo quarto, a testimonianza di un gruppo che non ha mai dato l&#8217;impressione di poter essere realmente fermato. Il suo leader &egrave; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peyton_Manning">Peyton Manning</a>, al quale accennai brevemente nel mio primo vero post di questo blog: contrariamente al fratellino Eli, il suo talento &egrave; universalmente riconosciuto e la disputa su chi sia il quarterback pi&ugrave; forte (forse non solo di adesso) tra lui e Tom Brady ha assunto le dimensioni e i toni di quella tra Coppi e Bartali o tra James e Bryant. Manning ha vinto quest&#8217;anno il suo quarto titolo di MVP, superando anche Brett Favre (che anche stavolta ha perso il Championship a causa di un suo intercetto), e per capire quanto la franchigia dell&#8217;Indiana si affidi a lui basta osservare due dati: &egrave; la peggior squadra della NFL in quanto a yards su corsa ma la seconda per yards su passaggio. Gli sfidanti sono i New Orleans Saints, alla loro prima partecipazione all&#8217;evento pi&ugrave; seguito degli USA (cosa che negli anni ha fatto s&igrave; che i tifosi avversari gli affibbiassero il soprannome &quot;Aints&quot;), ma reduci da una grande regular season dove sono stati un vero e proprio schiacciasassi: 13 vittorie nelle prime 13 partite e il primato sia di punti segnati (510, quasi 32 di media!) che di yards a partita (un astronomico 357,8). Al comando della squadra c&#8217;&egrave; <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Drew_Brees">Drew Brees</a>, reduce da due stagioni spettacolari: nella prima &egrave; arrivato a sole 15 yards dal battere il record di Dan Marino per yards su passaggio in regular season, nella seconda &egrave; stato il miglior quarterback sia per percentuale di passaggi completati (70,6%, record NFL) che per passer rating (109,6). Al suo arrivo da San Diego, Brees &egrave; diventato un idolo per tutta New Orleans non solo per le sue prestazioni in campo, ma anche per le sue numerosissime attivit&agrave; di beneficienza, incluso il grande aiuto dato alla citt&agrave; dopo il passaggio dell&#8217;uragano Katrina. Gi&agrave;, perch&egrave; per la Big Easy non &egrave; solo una partita di football: &egrave; un&#8217;occasione di riscatto dopo la tragedia dell&#8217;estate 2005, &egrave; un modo per dire &quot;noi ci siamo ancora, anzi, siamo pi&ugrave; forti di prima&quot;, una chance per poter gioire nuovamente dopo aver versato tante lacrime e tutte quelle cose che agli americani piacciono da morire. Quasi per par condicio, negli avversari gioca Pierre Gar&ccedil;on, ricevitore di origini haitiane. Non c&#8217;&egrave; molta incertezza tra gli addetti ai lavori: secondo il loro quasi unanime parere alla fine vincer&agrave; Indianapolis. Pi&ugrave; forte, soprattutto in difesa, pi&ugrave; esperta (ben 19 Colts hanno preso parte ad un Pro Bowl, mentre solo 4 Saints hanno fatto la gita a Honolulu) e psicologicamente pi&ugrave; pronta alla vittoria. L&#8217;upset di due anni fa e quello (fortunatamente) sfiorato l&#8217;anno scorso non sembrano influire sul loro giudizio. Ed io? Io parteggio per quelli della Louisiana. Ricordate la diatriba Manning vs Brady? Beh, io sto fermamente dalla parte di Brady. Manning (che tra l&#8217;altro &egrave; originario di New Orleans) non mi &egrave; mai stato simpatico: il suo cambiare continuamente schema d&#8217;attacco dopo l&#8217;huddle mi sembra pi&ugrave; una pagliacciata che altro, il fatto di essere il cocco della stampa non aiuta certamente e se vinci 4 titoli di MVP ma un solo Super Bowl (la cui vittoria fu merito pi&ugrave; dei suoi runningbacks che sua) significa che non sei un vincente come Brady.<br />
Dopo l&#8217;inno cantato da Carrie Underwood, giunge finalmente il momento di dare inizio al grande ballo di Miami. Dopo il primo, deludente drive dei Saints, la palla passa ai Colts: le corse faticano, i passaggi molto meno e Matt Stover apre le marcature con un field goal: 3-0 Indianapolis. New Orleans sembra un po&#8217; nel pallone: dopo aver rischiato seriamente un fumble durante il ritorno del kickoff, il mio pupillo Marques Colston si fa passare tra le mani un pallone facile facile con una mancata ricezione degna di &quot;Mai dire touchdown&quot;. Le cose per i ragazzi della Big Easy si mettono ancora peggio quando, nel drive successivo, Indy cambia completamente gioco iniziando a correre: Joseph Addai &egrave; inarrestabile e su un terzo e 6 dalle 19 Manning trova Gar&ccedil;on per il primo touchdown della partita: 10-0. Nella storia del Super Bowl, nessuna squadra &egrave; mai riuscita a vincere rimontando pi&ugrave; di 10 punti di svantaggio da quando nel 1988 i Washington Redskins di Doug Williams (primo quarterback nero a vincere un Super Bowl) riuscirono nell&#8217;impresa contro i Denver Broncos di Alessandro Sola. Probabilmente non &egrave; questa la ragione, ma finalmente si vedono segnali di vita nei Saints: Brees inizia a giocare ai suoi livelli, ma su un terzo e 3 dalle 22 subisce un sack da Dwight Freeney e si deve accontentare di osservare Garrett Hartley segnare da 46 yards i primi 3 punti dei suoi. Comparsata dei Colts, poi di nuovo palla a New Orleans: una splendida ricezione di Colston porta la squadra della Louisiana a 8 yards dalla end zone, ma la goal line defense dei Colts regge e si arriva al quarto down, con una sola yarda da superare per il touchdown. Che si fa? Si prendono 3 punti facili facili oppure si rischia il turnover per il bottino pieno, che vorrebbe dire pareggio? Sean Payton, allenatore dei Saints, pensa. &Egrave; come un giocatore di Texas hold&#8217;em che dopo il turn si trova ad avere un progetto di scala bilaterale e deve decidere se chiamare o meno la puntata del suo avversario, il quale sta giocando come se avesse la top pair. Le sue chips sono sotto l&#8217;average, ma non &egrave; ancora disperato ed i soldi investiti nella mano non sono tali da renderlo pot-committed: certo, per&ograve;, che se dovesse chiudere la scala prenderebbe un bel piatto e potrebbe giocarsi il resto della partita molto pi&ugrave; serenamente. Payton fa call, ma il river non lo premia: fuor di metafora, la corsa di Pierre Thomas non basta per sfondare Fort Colts, si rimane 10-3 e la palla torna ai ferri di cavallo. Altro brutto drive di Indianapolis (three and out) e Brees di nuovo in campo a 35 secondi dall&#8217;intervallo lungo: si arriva fino alle 26 e un altro field goal fissa il punteggio sul 10-6, graziando Payton.<br />
Inizia l&#8217;halftime show: protagonisti di quest&#8217;anno gli Who o, come li chiamerebbe Max &quot;Ilmo&quot; Morini, &quot;l&#8217;unica cosa buona nata dalla cultura mod&quot;. Roger Daltrey e Pete Townshend, nonostante abbiano 133 anni in due, sembrano ancora in forma smagliante (soprattutto la spalla destra di Townshend: come fa ad essere ancora l&igrave;?) e Baba O&#8217;Riley riesce ancora a mandare in visibilio la gente: la geniale idea di non suonare My Generation mi lascia invece molto deluso. Si ricomincia: l&#8217;istinto del giocatore d&#8217;azzardo insito in coach Payton &egrave; uscito rafforzato dall&#8217;ultimo field goal, cos&igrave; decide di aprire il terzo quarto sorprendendo tutti con un onside kick. <em>Per chi non fosse avvezzo al football, ad inizio primo e terzo quarto o dopo una segnatura, la palla viene data alla squadra avversaria con un calcio dalle 30 yards: di solito si calcia forte per cercare di farli partire il pi&ugrave; indietro possibile. Se per&ograve; manca poco alla fine e si &egrave; ancora in svantaggio, si tenta questa mossa della disperazione, calciando debolmente la palla e sperando che ci arrivi prima uno della propria squadra in modo da riconquistarne il possesso e tentare un ultimo attacco: il rischio sta nel concedere agli avversari una posizione di campo molto favorevole in caso di fallimento.</em> Il risultato di questa azione &egrave; un clamoroso parapiglia: una ventina di energumeni si avventano sulla palla come se fosse la chiave dell&#8217;unico WC disponibile ad una festa della birra (o un gruppo di ragazze sull&#8217;ultima borsetta in saldo), la situazione &egrave; pi&ugrave; ingarbugliata del caso Ustica ma alla fine gli arbitri danno la palla ai Saints. La difesa di Indianapolis soffre il riacutizzarsi dell&#8217;infortunio di Freeney e la premiata ditta Brees-Thomas confeziona un drive perfetto che si chiude con il touchdown su ricezione di quest&#8217;ultimo: 13-10 e vantaggio New Orleans. La reazione di Manning non si fa attendere: con il contributo di Addai si porta fin sulle 4 avversarie e lascia al suo runningback l&#8217;onere e l&#8217;onore di segnare su corsa il nuovo vantaggio Colts, 17-13. Il ritorno del claudicante Freeney consente alla difesa di limitare i danni e concedere &quot;solo&quot; un field goal ai Saints: 17-16. In sovraimpressione appare una statistica poco confortante per Brees e soci: quest&#8217;anno i Colts hanno vinto tutte le partite decise da 4 punti o meno di scarto. Poco dopo l&#8217;inizio dell&#8217;ultimo quarto, Indianapolis si trova in situazione di quarto e 2 sulle 47 avversarie: coach Caldwell decide di imitare il collega Payton e opta per giocarsela. Manning riesce a guadagnare il primo down con un bel passaggio per il suo ricevitore preferito, Reggie Wayne, ma il turnover &egrave; solo rimandato: Stover sbaglia un field goal da 51 yards e la palla torna ai Saints. Un altro stupendo drive di Brees si conclude con un bel touchdown pass ricevuto da Jeremy Shockey: esulta, il tight end dell&#8217;Oklahoma, lui che vinse il Super Bowl due anni prima con i Giants ma che non pot&egrave; prendere parte al match a causa di un infortunio. In attesa del punto addizionale, il punteggio recita ora 22-17: che fare? Beh, qua non serve essere un giocatore d&#8217;azzardo, la scelta &egrave; d&#8217;obbligo: da 5 a 6 punti di distacco non cambia niente, vale decisamente la pena tentare la conversione da 2 punti e mettere un possesso pieno di distanza tra le due squadre. Brees passa a Lance Moore che riceve in tuffo: la palla ha sicuramente oltrepassato la goal line, ma il controllo ce l&#8217;aveva? No, dicono gli arbitri, ma &egrave; una chiamata molto difficile e cos&igrave; coach Payton si trova nuovamente a dover riflettere sul da farsi: &quot;rischio un time out per chiamare il challenge? Mettiamo che lo perda: se sul drive successivo dovessero segnare, i Colts andrebbero in vantaggio ma dopo basterebbe un field goal per conquistare la vittoria o, quantomeno, il primo overtime nella storia del Super Bowl. Certo, bisogna prima arrivare in raggio da field goal e segnarlo prima che il tempo finisca: in quest&#8217;ottica, un time out in meno potrebbe fare tutta la differenza del mondo. Se invece mi dovessero dare ragione, la pressione sarebbe tutta su di loro e anche se dovessero segnare non rischieranno certo una conversione da 2,&nbsp; pareggeranno ma lasceranno a noi l&#8217;ultimo attacco&quot;. Il buon Sean pensa, ripensa poi decide: lancia in aria il fazzoletto rosso e chiama il challenge. Anche stavolta il suo istinto ha avuto ragione: l&#8217;arbitro guarda il replay e cambia la sua decisione, 24-17 e possesso pieno di vantaggio per i Saints. Ma non &egrave; ancora finita, anzi: mancano ancora 5 minuti e 35 secondi alla fine della partita e 70 yards separano i Colts da quella che potrebbe essere l&#8217;ottava rimonta stagionale e, soprattutto, il terzo Vince Lombardi Trophy in bacheca. 131 secondi e 41 yards dopo Manning si trova in situazione di terzo e 5 ed opta per un passaggio corto verso Wayne. Cogliere l&#8217;attimo: Orazio non intendeva proprio quello con il suo &quot;carpe diem&quot;, ma Robin Williams ne &quot;L&#8217;attimo fuggente&quot; non faceva che riperterlo ai suoi alunni e Kevin Bacon ne &quot;L&#8217;uomo senza ombra&quot; sosteneva che &egrave; cos&igrave; che si fa la storia. Tracy Porter, cornerback dei New Orleans Saints, l&#8217;autore dell&#8217;intercetto a Favre accennato ad inizio post, non ha mai avuto bisogno di leggere le Odi, guardare uno dei film sopracitati o cercare su Wikipedia per conoscere il significato di quella frase. Gli &egrave; bastato guardare negli occhi Manning al momento del passaggio, capirne la direzione una frazione di secondo prima di Wayne e avventarsi sulla palla al momento giusto. Se fossi stato un giornalista inviato a Miami domenica sera, nel post-partita sarei andato da Porter e gli avrei chiesto: &quot;com&#8217;&egrave; sentirsi il re del mondo?&quot;. Il modo in cui indica perentoriamente al suo defensive end di abbattere l&#8217;unico ostacolo tra lui e la end zone (il malcapitato Manning), la corsa verso il touchdown con la corte al seguito, il popolo in delirio ai suoi piedi: s&igrave;, il paragone regge. Peccato solo che, tornato in panchina, si tolga il casco mostrando la sua trovata: si &egrave; fatto tagliare i capelli in modo da avere da un lato la sagoma del Vince Lombardi Trophy, dall&#8217;altra la scritta &quot;SB 44&quot;. Congratulazini, Tracy, hai appena vinto il premio come peggior maraglio nella storia del Super Bowl. Ricapitolando: 31-17 Saints a 3 minuti e 12 secondi dalla fine. Solo un miracolo pu&ograve; salvare i Colts, che pensano bene di complicarsi ulteriormente la vita facendosi fischiare un holding sul ritorno del kickoff e una stupidissima unnecessary roughness per aver colpito un giocatore gi&agrave; placcato: 25 yards fumate, Morgan non avrebbe saputo fare di meglio. In ogni caso, a un minuto e 16 secondi dal termine, Indianapolis arriva a 3 yards dalla end zone: due passaggi incompleti di Manning e 2 yards perse su corsa da Addai mettono la parola fine al Super Bowl XLIV.<br />
I New Orleans Saints ribaltano il pronostico e vincono un Super Bowl elettrizzante, in linea con gli ultimi due: la Big Easy festeggia e l&#8217;importanza che riveste questo titolo per tutti i suoi abitanti &egrave; sottolineata dal presidente Tom Benson, da coach Payton e da Drew Brees, meritatamente nominato MVP. Il suo discorso sembra preso da un qualsiasi film sportivo di Hollywood: tocca tutte le &quot;americanate&quot; possibili, dal credere in s&egrave; stessi al non mollare mai fino all&#8217;immancabile riferimento alla fede religiosa. Cosa dire per concludere questo interminabile report? Che l&#8217;economia neoclassica &egrave; una colossale presa per i fondelli. L&#8217;uomo non &egrave; perfettamente razionale (per fortuna), n&egrave; tantomeno perfettamente informato: coach Payton non poteva sapere cosa sarebbe accaduto quando ha scelto di giocarsi il quarto down, quando ha voluto aprire il terzo quarto con un onside kick o quando ha chiamato il challenge. Ha avuto coraggio e ha scelto l&#8217;opzione pi&ugrave; rischiosa che per&ograve; gli avrebbe garantito il guadagno maggiore in caso di successo. Questo non vuol dire che uno che investa 100.000 euro in obbligazioni con rating E sia da ammirare, ma che ci sono certi ambiti della nostra vita in cui, certo, potremmo comportarci come quel Mr. Play-it-safe cantato da Alanis Morrisette, ma cos&igrave; facendo perderemmo occasioni importanti che probabilmente rimpiangeremo in futuro. &Egrave; meglio sapere che non siamo abbastanza bravi per poter ottenere una certa cosa o che semplicemente la tal cosa &quot;is not made to happen&quot;, anche rischiando di subire una delusione, un brutto colpo o di passare un periodo grigio, tutte cose che col tempo si superano, piuttosto che passare il resto della vita a chiederci come sarebbe stato (volendo si supera anche quello ma con molto pi&ugrave; tempo, dolore e difficolt&agrave;). E anche se ci abbiamo gi&agrave; provato una volta, nulla ci vieta di ritentare, se a quella cosa teniamo davvero: le persone cambiano, le situazioni cambiano, le prove da affrontare cambiano. Dobbiamo essere in grado di dare una seconda chance, a noi e agli altri: coach Payton ha sbagliato la prima decisione, i suoi ragazzi hanno fatto in modo che non pagasse dazio, ha azzeccato la seconda e la terza. E ricordiamo che chi non ha mai paura non &egrave; coraggioso, &egrave; incosciente: il coraggio &egrave; riconoscere la paura, affrontarla e vincerla. Che non significa automaticamente ottenere ci&ograve; che si vuole, ma &egrave; un gran bel passo in quella direzione.</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/42/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/42/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=42&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2010/02/10/super-bowl-xliv/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Non può piovere per sempre</title>
		<link>http://entrepans.wordpress.com/2009/10/23/non-puo-piovere-per-sempre/</link>
		<comments>http://entrepans.wordpress.com/2009/10/23/non-puo-piovere-per-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 20:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tommyblizzard</dc:creator>
				<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[streams of consciousness]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://entrepans.wordpress.com/?p=40</guid>
		<description><![CDATA[La pioggia ha qualcosa di magico, senza dubbio. Ne sono ancora pi&#249; convinto da quando ieri mattina, passando davanti alla porta di ingresso, ho visto il mio gatto accucciato sullo zerbino. Gli ho subito aperto, pensando che volesse entrare e mettersi al riparo dall&#8217;acqua e dal freddo, suoi acerrimi nemici: invece &#232; rimasto fermo a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=41&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:justify;">La pioggia ha qualcosa di magico, senza dubbio. Ne sono ancora pi&ugrave; convinto da quando ieri mattina, passando davanti alla porta di ingresso, ho visto il mio gatto accucciato sullo zerbino. Gli ho subito aperto, pensando che volesse entrare e mettersi al riparo dall&#8217;acqua e dal freddo, suoi acerrimi nemici: invece &egrave; rimasto fermo a guardarmi per un po&#8217;, come se in fondo non si stesse cos&igrave; male l&igrave; fuori, per poi scattare come un ghepardo verso il garage, a mostrarmi come anche il suo appetito fosse paragonabile a quello del suo cugino felino.<br />
Avendo la camera in mansarda, quando piove lo sento bene: a volte &egrave; un rumore sgradevole, specie se piovono gocce grosse come il lago Ontario e stai cercando di studiare o dormire, ma il pi&ugrave; delle volte &egrave; piacevole. &Egrave; come un amico che ti bussa alla porta per chiederti se hai voglia di andare fuori a giocare, talmente entusiasta dell&#8217;idea che non si rende conto della sua insistenza e del fatto che potrebbe infastidire chi, dietro quella porta, ci vive. O come una melodia, un po&#8217; monotona ma con un certo senso del ritmo, che vuole accom-pagnarti nelle tue attivit&agrave; e farti sentire che non sei solo, c&#8217;&egrave; anche lei qualora ne avessi bisogno.<br />
Mi piace il suo odore: mi ricorda quando da piccolo, per non farmi ammalare, mia madre mi convinceva a restare a casa in caso di pioggia preparando a me ed ai miei amici il t&egrave; con i biscotti. Certo, era un patto soddisfacente per entrambi, ma aveva un limite: non aveva previsto clausole riguardanti il manifestarsi della pioggia in itinere. Per fortuna, visto che il correre sotto la pioggia divenne in breve una delle mie attivit&agrave; preferite: oltre che servirmi come allenamento per la vacanza-studio del 2004 a Miami e i suoi blitz monsonici, mi dava un senso di libert&agrave;, di gioia e di energia (oltre che la febbre, in pi&ugrave; di un&#8217;occasione) come poche altre cose. Lo ammetto: il pensiero ieri mattina mi ha sfiorato. Ma il giorno dopo avrei avuto un esame, non avrei proprio potuto rischiare di ammalarmi.<br />
Cos&igrave; mi sono seduto a fare colazione e, tra una cucchiaiata e l&#8217;altra del mio yogurt, guardavo fuori: osservando le gocce che imperterrite continuavano a lanciarsi dalla flotta di nuvole soprastante e a paracadutarsi sul mondo, mi sovvenivano alcune immagini legate alla pioggia. Una in particolare pareva dominare la mia mente: la scena di uno dei miei film preferiti, &ldquo;V for Vendetta&rdquo;, quella in cui V libera Evie dalla &ldquo;prigione&rdquo;, la porta sul tetto e lei, sotto una doccia scrosciante di acqua piovana, risorge pi&ugrave; o meno metaforicamente. Sar&agrave; perch&eacute; nutro da sempre un grande amore verso l&#8217;acqua, sar&agrave; perch&eacute; la ritengo essere l&#8217;elemento vitale per antonomasia, ma ho sempre avuto anch&#8217;io quest&#8217;idea della pioggia come un grande annaffiatoio che infonde vita, forza ed energia in tutto quello che bagna. Uffa, che voglia di correre fuori&#8230;<br />
Sposto poi il mio sguardo verso il paesaggio: la pioggia e le nuvole hanno creato un sipario grigio che impedisce di vedere non solo la linea dell&#8217;orizzonte, ma qualsiasi cosa si estenda oltre Ubersetto. Chiss&agrave; cosa succede l&agrave; dietro: magari dietro quella cortina il mondo si sta ribellando alla giornata grigia e sta allestendo uno spettacolo grandioso, fatto di arcobaleni e altri giochi di luce. E se invece fosse lo spirito di San Geminiano che, come 16 secoli fa, ha fatto scendere questa argentea coperta per proteggere la sua Modena dal barbaro invasore? Sar&agrave; meglio di no, visto che poi me li ritroverei sotto casa! Il paesaggio ancora visibile sembra una foto in bianco e nero, anche nelle sensazioni che evoca: non si pu&ograve; non avvertirne il fascino, ma neanche negare il retrogusto di malinconia che ti lascia in bocca (sempre che non sia lo yogurt scaduto). &Egrave; il segnale definitivo che l&#8217;estate &egrave; finita: il tepore settembrino ha pensato bene di illuderci sforando ampiamente fino ad ottobre inoltrato, poi &egrave; arrivato l&#8217;autunno che, arrabbiato per il ritardo (secondo me viaggia con Trenitalia), ha deciso di rifarsi con gli interessi. Quella del 2009 &egrave; stata un&#8217;estate incredibilmente intensa: sono successe tante cose che hanno influito profondamente sulla mia vita, alcune di queste destinate a rimanere un bel ricordo, altre a cui voglio dare un futuro, una continuit&agrave;, uno sviluppo, e per le quali lotter&ograve; fino in fondo, nonostante le paure, le insicurezze e le difficolt&agrave;.<br />
Chiudo il post con questa canzone: un po&#8217; scontata, volendo, ma decisamente appropriata. E bella.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/entrepans.wordpress.com/41/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/entrepans.wordpress.com/41/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=entrepans.wordpress.com&amp;blog=29472683&amp;post=41&amp;subd=entrepans&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://entrepans.wordpress.com/2009/10/23/non-puo-piovere-per-sempre/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/77301b768bac0f33d20c38f0193963dd?s=96&#38;d=&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">tommyblizzard</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
